Cellino, Lotito e gli “aiutini”: bufera arbitrale sulla B!

CELLINO, LOTITO E LA QUESTIONE ARBITRALE – Cosa hanno in comune due personaggi estemporanei e indefinibili come Claudio Lotito e Massimo Cellino? Tutto e niente, oltre a un’innata capacità di non lasciarsi racchiudere in una sola etichetta. Eroi o demoni che siano, sono riusciti a finire, tuttavia, nello stesso frullatore. Complice la “questione arbitrale” che è riesplosa in B entrando a gamba tesa su un campionato bello, equilibrato e avvincente. Non solo per Salernitana e Brescia, ovviamente, vittime di giornata. Intanto, i torti patiti rendono i due patron ancora più complici di quanto non lo siano stati di recente o in passato quando il presidente del Brescia agitava la bandiera dei quattro mori sardi e l’eclettico e rampante impresario capitolino s’impadroniva di una Lazio ricca di storia gloriosa per salvarla da una montagna di debiti. A distanza di anni si ritrovano a braccetto grazie alle stravaganti interpretazioni di Sozza di Seregno all’“Arechi” e Dionisi di L’Aquila al “Rigamonti”, che alimentano i cattivi pensieri dei soliti noti che hanno sempre in caldo un retroscena.

FUORIGIOCO LETALE – Restando ai fatti, strada maestra per avvicinarsi a qualche verità, viene da dire che è stata una giornataccia per i direttori di gara in Serie B. Se a Salerno, infatti, un gol fantasma impedisce a Castori di ottenere una vittoria contro una delle più forti antagoniste per la A – il Chievo di Aglietti – a Brescia, il Cittadella rimonta tre gol, ma è clamoroso quanto avviene in occasione della 2ª rete veneta realizzata da Frare in fuorigioco, impossibile da non vedere. Poi dice che uno pensa male!

IL CAPOLAVORO DI GIUA – Anche perché non finiscono solo queste due gare sotto i riflettori delle polemiche. L’episodio, forse, più clamoroso di tutti, è il rigore assegnato al Monza da Giua di Olbia che impedisce all’Empoli di prendere il largo e consente a Brocchi di rimanere in scia della capolista. Ma a una squadra tanto forte servono “aiutini” così maldestri? Dopo aver sconquassato il mercato con una pioggia di milioni anche a gennaio, avendo già Boateng e Balotelli, c’è da essere certi che i brianzoli vogliano la A sul campo, per merito, non per il passato dei propri facoltosi dirigenti o, peggio ancora, per la sudditanza psicologica di qualche direttore di gara inadeguato o, peggio ancora, incompetente.

E LE URLA DI MARINO – E che dire delle ingiustizie subite a Cosenza da Marino? Altra candidata alla promozione che si sta svenando per riprendersi la A, la Spal merita rispetto non le ripetute angherie di Abbattista, famigerato fischietto di Molfetta. Invece, un gol annullato e un rigore non dato negano altri punti preziosi. Insomma, danni diffusi ed errori marchiani che alimentano teorie complottiste e confermano quanto indispensabili siano VAR e goal-line technology. Il presidente Balata aveva provato a spiegarlo. Ma c’è chi ha detto di no. E così, dove non ha fatto danni la pandemia, il rischio è di dover constatare che può riuscirci un rigore inventato, un gol fantasma o un fuorigioco non fischiato. Fermiamoci!

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