Bologna, Barrow impara a fare il Palacio

BOLOGNA –  Se per i due gol che ha segnato contro il Parma si può dire che Barrow ha superato l’esame da punta centrale? La risposta legittima l’ha data Mihajlovic, argomentandola anche bene. «Musa continua a essere un esterno che quando si trova con la faccia rivolta alla porta, anche in area di rigore, sa sempre quello che deve fare e come farlo. Poi è chiaro che stiamo lavorando tutti i giorni con lui su questa nuova posizione». La traduzione è la seguente: per il tipo di attaccante centrale che vuole Sinisa va sottolineato come Barrow stia crescendo, avendo cominciato a fare con una certa disinvoltura e spontaneità certi movimenti. Sì, perché se da una parte è vero che nelle prime tre partite giocate in quel ruolo Musa si era trovato di fronte tre difese estremamente forti e organizzate come quelle di Verona, Juventus e Milan, da un’altra è anche vero che sembrava dovesse pensare a quello che doveva via via fare quando gli arrivava il pallone, e ciò inevitabilmente lo faceva diventare leggibile dai suoi dirimpettai. Detto che Musa non potrà mai essere una prima punta a cui puoi lanciare il pallone per consentire alla squadra di salire, per certi versi si può affermare che stia imparando a fare il Palacio, che come lui non è una prima punta, ma che per il Bologna è stato fondamentale in questi anni. E non solo per Sinisa, ma anche per Donadoni e Filippo Inzaghi. Certo, Palacio è addirittura il calcio, è irraggiungibile in questo senso avendolo scritto nella testa da sempre, ma Musa in area può fare più gol di Rodrigo. E questo Sinisa lo ha sempre creduto.

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