Bernardeschi falso nove, la pazza idea che funziona

Nell’assetto scelto da Allegri senza centravanti veri, l’azzurro ha iniziato a riprendersi la Juve dopo il riscatto in Nazionale. E in carriera non è la prima volta che viene utilizzato così…

Allegri scommette tutte le fiches su Federico Bernardeschi, l’intuizione si rivela giusta e Max porta a casa un successo importantissimo al secondo giro della roulette della Champions. Il numero venti bianconero è il vero uomo chiave del match, tanto che la serata dello Stadium contro il Chelsea potrebbe addirittura cambiare la rotta del suo percorso in bianconero, dopo tanti passaggi a vuoto che negli ultimi anni lo hanno sempre messo al centro delle critiche. La sua duttilità gli si è spesso ritorta contro, non permettendogli di un avere una collocazione ben definita e facendolo apparire a volte disorientato. Il suo miglior pregio? Non mollare mai la presa. Fino alla probabile svolta della sua carriera: “Ho sofferto tanto nell’ultimo anno, devo ringraziare tutte le persone che mi sono state accanto e mi hanno permesso di vivere questa notte magica”, le parole commosse del giocatore nella notte di Wembley. E ancora sulla vittoria dell’Europeo: “Nessuno ci credeva, noi ci abbiamo sempre creduto”.

FIDUCIA

—  

Federico non è più un giovane di belle speranze. Ora è un calciatore fatto e finito, tanto criticato negli ultimi anni alla Juve e spesso messo in discussione. Qualcosa però è cambiato dalla scorsa estate, e forse dietro quella decisione di lasciare la maglia numero 33 per la 20 indossata all’Europeo c’è qualcosa di molto più grande. “Il mister mi ha sempre dato fiducia, non mi ha mai messo in discussione e questo per me è importante”, il ringraziamento al c.t. Roberto Mancini. Che forse anche Max Allegri ha colto e trasformato in buona idea per rimetterlo al centro del suo progetto. Come? Ottimizzando la sua duttilità e non banalizzandola tirando fuori dal cilindro ruoli lontani dalle sue corde.

UOMO CHIAVE

—  

La premessa è necessaria per giungere a Juve-Chelsea, con Bernardeschi centralissimo nel piano gara: da falso nove in partenza a seconda punta, all’inseguimento di Jorginho, da metà primo tempo in poi. Suo l’assist a Chiesa nella rete lampo a inizio ripresa – tanto che il compagno di squadra glielo riconosce palesemente: “È tuo! È tuo!” – e suo il prezioso lavoro in fase difensiva per rubare palla e partire per buona parte del match. Poi sbaglia, clamorosamente, la rete che potrebbe mettere in discesa la sfida, ma sarà proprio questo il punto di ripartenza per fissare i nuovi obiettivi stagionali.

ATTACCANTE

—  

L’ipotesi di Bernardeschi attaccante puro l’aveva rilanciata di recente Mancini in Nazionale, in un momento di magra nel reparto avanzato azzurro. Della possibilità di schierarlo in quella zona di campo ne aveva parlato il c.t. a fine marzo, alla vigilia del match con la Lituania, con vista sull’Europeo. L’esperimento fatto contro la Polonia in Nations League, nell’ottobre del 2018, era ben custodito in una cartella sulle buone idee da tirar fuori in caso di necessità. La primissima volta lo aveva inventato in quel ruolo Vincenzo Montella, nella Fiorentina, stagione 2014-15: contro il Paok Salonicco, in Europa League, lo fece per quasi sessanta minuti, poi fu sostituito da Cuadrado, e il piano gara riuscì alla perfezione (1-0 per i viola). E l’idea nel 2017 l’aveva ripescata Gigi Di Biagio in Nazionale Under 21 durante l’Europeo (contro la Germania). Con Max Allegri, nella Juve, lo aveva già fatto due volte nel 2019, con la Fiorentina e con l’Inter, in coppia con Cristiano Ronaldo che aveva apprezzato. Così, in quella cartella di buone idee da poter ripescare, si aggiunge un altro file importante: l’ultimo match con i campioni d’Europa del Chelsea.

Precedente Probabili formazioni Napoli Spartak Mosca/ Quote: in porta si rivede Alex Meret Successivo I segreti di una notte magica: le 5 mosse con cui Allegri ha fatto sua la Juve

Lascia un commento