Allo stesso punto da strade opposte: Pirlo-Gattuso e la sfida più delicata

Rino non perde da un mese e mezzo e ha un’orchestra senza mezze misure. Andrea conta su eccellenze fin qui appiattite su troppi pareggi e ha fatto meglio nelle altre competizioni: alla volata finale arrivano con gli stessi punti. Ed entrambi col destino appeso a un filo che si sta consumando

A Pirlo manca un Gattuso, e anche un Pirlo. Gattuso ha una squadra votata all’attacco. Pirlo non vince da tre settimane e mezzo, perché prima del pari col Toro aveva vissuto la sosta all’insegna delle scorie della sconfitta col Benevento. Gattuso vive la migliore striscia stagionale, 4 vinte di fila, e non perde da un mese e mezzo, 4-2 a casa dell’Atalanta subito dopo l’ultimo precedente stagionale con la Juve (vinto).

Gavetta e no

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I due ex compagni di reparto e di trionfi al Milan e in Nazionale arrivano allo spareggio e cominciano la volata Champions alla pari, 56 punti, ma dietro questa parità ci sono due poli opposti, anche al di là di quanto già lo sia una carriera in panchina non simmetrica: Rino, 43 anni, è arrivato sulla panchina del suo Milan dopo 4 anni di gavetta, ci è rimasto due stagioni e a Napoli ha già fatto vedere di potersi ritagliare una dimensione al di fuori del suo contesto storico; Andrea, 41 anni, è arrivato sulla panchina della sua Juve meno di dieci giorni dopo aver firmato per la Juve Under 23 che sarebbe stata il suo esordio da tecnico e ancora non sa se ci sarà una seconda stagione.

Orchestra e solisti

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La Juve di Pirlo finora è stata una realtà di eccellenze che si appiattiscono, il Napoli di Gattuso un’orchestra senza mezze misure. L’orchestra partenopea è un attacco da 2,28 gol a partita con cinque uomini da almeno 6 reti in A (dalle 14 di Insigne alle 6 di Zielinski). L’eccellenza della Juve è il capocannoniere del campionato (Ronaldo 24 gol in 25 partite) e tra un po’ anche della storia del calcio, al servizio di un attacco che è solo il quarto della Serie A, 2 gol di media a partita, perché dietro CR7 ci sono praticamente solo i 7 gol di Chiesa e di Morata.

Difesa e mezze misure

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L’eccellenza della Juve è anche la miglior difesa italiana (25 gol subiti) che nell’ultimo mese però ha sempre preso gol (5 in 4 partite, 2 col Toro!), e che durante la stagione non è bastata a essere sinonimo di vittorie per una squadra che invece di mezze misure ne ha anche troppe: 8 pareggi, 6 in più di quelli del Napoli! Che è a pari punti perché di partite ne ha vinte due in più (18 a 16) ma ne ha anche perse il doppio della Juve (8 a 4): senza mezze misure.

Finora

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Il primo trofeo dell’anno se lo sono giocate tra loro, la Supercoppa, e vinse la Juve 2-0, ormai due mesi e mezzo fa. Il precedente di campionato, che poi sarebbe stato il ritorno, giocato prima di quest’andata che si recupera 5 mesi dopo la data originale, lo vinse in casa il Napoli, 1-0. In Coppa Italia crocevia semifinale, per entrambe 0-0 in casa: la Juve è andata in finale andando a vincere 1-2 a casa dell’Inter e può ancora vincere il secondo trofeo stagionale (in una stagione del genere!) contro quell’Atalanta che invece al ritorno eliminò 3-1 il Napoli. L’Europa è finita al primo turno a eliminazione per entrambe: Pirlo col Porto dopo 5 vittorie in 6 partite nella prima fase di Champions, Gattuso col Granada dopo un gironcino di Europa League da 3 vinte, 2 pari e 1 persa.

Il futuro

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I numeri direbbero meglio Pirlo, finora, che però nel bagaglio aveva una rosa più attrezzata e sulle spalle aspettative maggiori, dal decimo scudetto di fila al sogno Champions League. Il sogno Champions ora diventa qualificarsi, per tutti e due: restare fuori sarebbe una Caporetto per uno più che per l’altro, ma in realtà per entrambi. E infatti oltre ai punti in classifica li accomuna un destino appeso a un filo: per Gattuso forse solo in attesa che faccia il suo tempo e si rompa naturalmente a fine anno, per voltare pagina; Pirlo invece prova ad aggrapparcisi, ma finora nei momenti di difficoltà ha fatto l’effetto opposto. Juve-Napoli vale tutto.

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