Valanghe di gol, liti furibonde, carneadi e l’errore di Gaglia: Inter e Sassuolo, che film

Sfide mai banali tra le due squadre: dal doppio 7-0 alla sentenza Berardi, dallo scontro Icardi-Curva ai gol di Iemmello e Magnani fino a quello comico fallito dall’ex Atalanta

Luca Taidelli

6 aprile – MILANO

I sequel raramente valgono il primo film di una serie. Tra Inter e Sassuolo però non c’è un episodio che lasci insoddisfatti. Valanghe di gol, sorprese, errori da Gialappa’s, carneadi, litigate con la Curva: nella sfida che domani al Meazza vivrà la sedicesima puntata, gli ingredienti per divertire non sono mai mancati.

Tabellina del 7

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Il primo ciak risale al 22 settembre 2013. Ancora inebriato per la prima storica promozione in A, il Sassuolo di Di Francesco paga dazio con 7 gol subiti. In tribuna a Reggio Emilia c’è anche Massimo Moratti, troppo signore per infierire sull’avversario ma felice per la doppietta di Milito, tornato in campo dopo i brutti infortuni del post Triplete. Nel ritorno alla squadra di Mazzarri basta un gol di Samuel, ma la stagione seguente l’Inter cala un altro settebello. Il 14 settembre 2014 la squadra di Mazzarri, che due mesi dopo subirà il primo esonero della carriera, si scatena con tripletta di Icardi, doppietta di Osvaldo e ciliegine di Kovacic e Guarin.

Quella lite autobiografica

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Nel match di ritorno a Reggio (1 febbraio) gli emiliani hanno deciso che quel parziale di 15 gol a zero può bastare. Segnano Zaza e Sansone, Icardi illude il subentrato Mancini, ma Berardi la chiude su rigore nel recupero. Un 3-1 che però passa alla storia per il duro litigio tra la fetta di Curva Nord esportata al Mapei Stadium e Icardi: Mauro a fine gara getta la maglia ai tifosi, ma quelli non ci stanno e le lanciano indietro.

L’argentino non ci vede più e inizia a insultarli: “Pezzi di m…”. Interviene capitan Ranocchia, che si porta Icardi negli spogliatoi. Poi una delegazione di giocatori torna in campo e si scusa con la Curva per la prestazione. Sembra finita lì, ma quando nell’ottobre dell’anno dopo esce l’autobiografia in cui Mauro ricostruisce da sbruffone l’episodio (“Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo”), apriti cielo. La Curva la giura a Mauro e nel successivo match col Cagliari lo copre di insulti, fino al rigore sbagliato. Un inferno.

Doppietta al Mancio

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Al Mancio il Sassuolo va di traverso anche nella stagione seguente. Nell’andata in gennaio segna ancora Berardi. Nel ritorno, all’ultima giornata, la doppietta di Politano e il gol di Pellegrini regalano per la prima volta l’Europa alla squadra di Di Francesco, che chiude sesta. In quella serata esordisce in nerazzurro Radu, che se non ci fosse stato il rinvio avrebbe ritrovato gli emiliani 5 anni dopo (come a Bologna toccherà all’intoccabile Handanovic). L’Inter resta quarta, ma fuori dalla Champions perché al tempo andavano solo le prime tre.

Pioli illude, Iemmello castiga

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Nell’estate 2016 Thohir attende fine agosto per capire che con Mancini il rapporto è rotto e si inventa la geniale carta De Boer, che dura come un gatto in tangenziale. A interrompere la striscia di tre successi del Sassuolo ci pensa dunque Pioli, con un gol di Candreva. Nel ritorno al Meazza però i nerazzurri sono allo sbando e dalla panchina il Caronte Stefano Vecchi non può evitare la doppietta del semi carneade Iemmello.

Sberle anche a Lucio

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Le sberle successive della matricola terribile le assesta Beppe Iachini a Luciano Spalletti. Al Mapei decide Falcinelli, al Meazza nerazzurri shakerati dai soliti Politano e Berardi. Non a caso l’Inter comprerà il primo, poi ceduto al Napoli la scorsa estate, e farà a lungo la corsa al secondo. Quel 12 maggio 2018, ultima sfida casalinga del campionato, la delusione è bruciante perché il k.o. sembra spegnere le speranze di tornare in Champions dopo troppi anni. Alla Lazio infatti il giorno dopo basterebbe vincere a Crotone per rendere inutile lo scontro diretto nell’ultimo turno. Invece Zenga, allora sulla panchina calabrese, fa il miracolo e Vecino poi firmerà l’impresa dell’Olimpico.

Conte in ginocchio

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Spalletti chiude la serie col Sassuolo con un’altra sconfitta (1-0, ancora Berardi) e con l’unico 0-0 tra le due squadre. Poi inizia l’era Conte. E sono comunque fuochi d’artificio a ogni puntata. Andata a Reggio, i nerazzurri fanno scintille e con una doppietta della LuLa sembrano chiuderla. Sembra, perché sul 4-1 (rete emiliana di Berardi, ma pensa) si siedono e prima Djuricic poi un super gol di Boga fanno capire a Conte che è ancora Pazza Inter. Il ritorno va in scena dopo il primo lockdown da Covid, a Milano si sogna ancora lo scudetto ma sul 2-1 per i suoi Gagliardini si mangia un gol incredibile, con Conte che cade in ginocchio come trafitto da un dardo, e l’ormai ‘noioso’ Berardi la pareggia.

A 2′ dalla fine Borja Valero però fa 3-2. Il povero Gaglia tira un sospiro di sollievo, peccato che nel recupero Magnani – zero gol in A prima di allora – approfitti di una colossale dormita collettiva. E siamo all’ultima puntata girata, nel novembre scorso. La sorpresa stavolta è al contrario. La squadra di De Zerbi sta volando, l’Inter è un cantiere aperto e non ha Lukaku. Invece Sanchez e un autogol di Ciriches la indirizzano nei primi 14′. La ciliegina del 3-0 la mette, giustamente, Gagliardini. Volete scommettere che anche domani ci sarà da divertirsi?

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