“Acerbi, le spiegazioni più schifose del gesto. Serviva più intelligenza”

Cosa si aspettava da Acerbi?
«Più intelligenza. Le spiego: sarebbe stato molto meglio per lui non parlare. Sentire quelle spiegazioni è stato più schifoso dell’eventuale gesto in sé. C’è una linea sottile tra il razzismo vero e puro e voler offendere una persona di colore con ignoranza. Per me Acerbi non è razzista, non è uno skinhead. Ma chi non capisce che quel tipo di offesa va a fare proprio male a una persona di colore è sinonimo di molta, molta, molta ignoranza».

L’importanza delle parole.
«Il più della gente usa le parole per far male. Ma ci sono delle cose che non possono essere capite. Io ne ho viste di cotte e di crude sin da bambino e ho parecchio astio. Certe cose fatte da un vent’enne hanno un certo senso di stupidità, ma è peggio se vengono fatto da un padre di famiglia che magari poi le insegna ai figli».

Che tipo di sanzione si aspetta per Acerbi?
«Io non cerco un capro espiatorio. Non lo reputo un razzista vero, ma se ha proferito quelle parole, è giusto che venga squalificato. Altrimenti mi sembrerebbe un’assurdità indossare la maglia con scritto: “No al razzismo”. Le sue eventuali scuse? Avrebbe dovuto farle subito, come ha fatto in campo a Juan Jesus. Adesso dovrebbe cambiare versione».

Lei ha ricevuto quel tipo di insulto quando giocava in A?
«Più volte, tanti avversari cercavano di farmi innervosire così. Perché non dissi nulla? Avrei mostrato una sofferenza che mai avrei voluto fare vedere. Così cercavo di difendermi sul campo. Poi, se mi fossi fermato, magari il mister mi avrebbe tolto».

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