Un gioiello di Sala lancia lo Spezia: frenata del Torino. Ma Orsato…

La squadra di Thiago Motta prevale grazie a un gran tiro da fuori del centrocampista. Tocco di mano di Bastoni: Orsato controlla al Var ma non dà rigore ai granata

Dal nostro inviato Mario Pagliara

6 novembre – La Spezia

Il golfo dei Poeti rimane indigesto al Toro. Dopo il 4-1 di maggio, i granata escono sconfitti anche in questo pomeriggio, stavolta con il minimo scarto. Lo Spezia vince con merito, dopo un primo tempo equilibrato ed una ripresa nella quale ha aperto il gas dominando atleticamente un Toro apparso molto stanco. Thiago Motta aggiunge tre punti pesantissimi alla sua classifica, mettendo la testa momentaneamente fuori dalla zona pericolo, grazie a un gioiello a metà ripresa di Jacopo Sala, il migliore tra i ventidue in campo. Al triplice fischio Juric è il primo ad uscire dal campo, scuro in volto e con mille pensieri, perché in novanta minuti più recupero il suo Toro non è riuscito mai a centrare la porta di Provedel con un tiro. L’unico pallone arrivato tra le braccia del portiere spezzino è stato al 93’ con un colpo di testa innocuo di Izzo. Per i granata è stato un passo indietro.

Corpo a corpo

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Mentre il sole scalda il pomeriggio di un tiepido sabato spezzino novembrino, in campo la temperatura sale rapidamente. Perché per quarantacinque minuti è tutto un corpo a corpo, un duello quasi rusticano, certo favorito dal terreno di gioco stretto del Picco, ma appare anche una impostazione precisa data da Juric e da Thiago Motta. Partita fisica, dunque, e non c’è allora da meravigliarsi se l’arbitro Orsato deve fischiare ben quindici falli dopo appena dodici minuti. Spezia e Toro se la giocano di forza, senza esclusione di colpi. E lo si capisce già dalle formazioni di partenza. Marcature a uomo per entrambi in tutte le zone del campo: Bremer su Nzola, Djidji su Verde, Maggiore su Lukic, Kovalenko su Praet (a proposito, il belga è regolarmente al suo posto come si era capito ieri pomeriggio dopo la rifinitura), Gyasi su Aina bloccato. Spezia con un insolito 4-1-3-2, granata con il tradizionale 3-4-2-1. Per tutto il primo tempo c’è tanto agonismo ma poco spettacolo.

La mano di Bastoni

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A metà gara sbagliano poco entrambe le squadre, fondamentalmente equivalendosi, la bilancia si sposta sulla conta degli episodi. Tre gli errori che potevano costare caro al Torino: il primo è di Bremer (11’), favorendo una girata di Verde di poco fuori. Il secondo è di Aina (32’): la sua incertezza lancia Nzola, il cui tiro è potente ma non inquadra lo specchio. L’ultimo è di Rincon, a metà primo tempo quando il General sbaglia un controllo ed evita il contropiede dello Spezia con il Toro tutto scoperto con un fallo che gli costa l’ammonizione. Al 29’ c’è l’unico errore da matita rossa dello Spezia, è di Provedel: il portiere sbaglia l’uscita, ma Singo non ne approfitta sparando in curva a portiere battuto e a porta vuota. In mezzo a tanto equilibrio, arriva poi l’episodio che lascia molti dubbi. Cade al 19’, quando da un cross in area di Praet la palla supera Singo e Erlic, battendo sul braccio sinistro largo di Bastoni prima di arrivare a Belotti, la cui conclusione si ferma sulla traversa. Orsato viene richiamato dal Var Nasca a rivedere l’azione al monitor: non dà il rigore, e annulla tutto per la posizione di fuorigioco del Gallo. Rivedendo l’azione, i dubbi restano.

Super Milinkovic

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Quando inizia la ripresa, è lo Spezia a metterci più voglia e intraprendenza. In tre minuti, tra il terzo e il sesto, Nzola vince due volte il corpo a corpo con uno stanco Bremer: nel primo tentativo non inquadra lo specchio, nel secondo c’è bisogno di una super parata di Milinkovic per salvare il Toro. Sotto l’ora di gioco, Juric capisce che è il momento di dare una scossa con i cambi a un Toro sotto tono: dentro Baselli per Rincon, Pjaca per Linetty e Sanabria per Belotti.

Il gioiello di Sala

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Un minuto dopo le sostituzioni, proprio da una palla persa da Pjaca in zona d’attacco, nasce il contropiede dello Spezia che porta al vantaggio dello Spezia. Nzola lavora benissimo sulla fascia destra, aprendo dall’altra parte per Kovalenko, il resto lo fa l’accorrente Sala (è il 13’) con un destro chirurgico che supera Milinkovic (Baselli tenta l’opposizione col corpo). È il gioiello che spezza l’equilibrio di una partita che nella ripresa è salita decisamente di tono. A questo punto il Toro si scuote, e riesce a rendersi pericoloso cinque minuti dopo con una girata di Sanabria nel cuore dell’area, senza fortuna. Al 26’ Thiago Motta toglie Sala, l’eroe di giornata, giocandosi la carta Salcedo. Juric risponde con Zaza (per Singo) sbilanciando nel finale il suo Toro con il 3-4-3 alla ricerca del pari, con Praet sulla destra e il tridente Zaza, Sanabria, Pjaca. Nel finale il Toro ci mette almeno la buona volontà, ma senza nessun pericolo concreto. La festa è in curva Ferrovia.

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