Tour de France, trionfo di Van Aert nella cronometro di 40,7 km, 2ndo Vingegaard, Ganna quinto, Cattaneo settimo

Al Tour de France, capolavoro del belga Wout Van Aert, 27 anni, fenomeno di potenza ed agilità, fiero e talentuoso scudiero della maglia gialla Vingegaard.

Ha vinto la cronometro di 40,7 km ad un ritmo folle. Poi, travolto dalle emozioni, si è trasformato in una fontana di lacrime: per la sua vittoria e per il trionfo del compagno e capitano Jonas Vingegaard.

Lo ha aspettato al traguardo con la moglie e la figlia del danese e sono scomparsi in un abbraccio da cineteca. Vingegaard, strepitoso, stava “rubandogli” il miglior tempo confermando la sua eccezionale condizione. Avvisato via radio ha rallentato concedendosi l’ultimo km in una autentica passerella, osannato da un pubblico che lo ha eletto proprio beniamino, stregato dalla classe del ragazzo di  Copenhagen e più ancora dal suo FairPlay.

E così Van Aert ha vinto la tappa e lui il Tour. Festa grande in casa Jumbo Visma che ha vinto 6 tappe su 20 e la Grand Boucle. Niente da fare per gli altri big.

ORDINE DI ARRIVO 

Primo Van Aert. A seguire Vingegaard (+ 19”), Pogacar (+  27”), Thomas + 32”), Ganna (+ 42”),Mollema (+ 1’22”), Cattaneo (+ 1’25”).

CLASSIFICA GENERALE

Primo Vingegaard. A seguire: Pogacar (+ 3’34”), Thomas (+ 8’13”), Gaudu (+ 13’56”),Vlasov (+ 16.37”). Quintana (+ 17’24”).

CRONOMETRO DURA CON 2 STRAPPI FINALI

Crono di 40,7 km. Uno sforzo notevole dopo le fatiche cumulate sulle Alpi, sui Pirenei.
 Oltre 3 mila km di una corsa affrontata per lunghi tratti a ritmo folle, sotto un sole  cocente, l’asfalto torrido, caldo infernale (400 borracce per squadra), Covid, cadute, discese da brividi.

E lo stress della vittoria che non arriva. L’Italia è a digiuno di vittorie da 61 tappe, la Spagna da 87, la Francia è uscita dall’incubo soltanto dopo 18 frazioni e innumerevoli tentativi. Dunque questa cronometro ha confermato i pronostici della vigilia. La  Lacapelle Marival-Rocamadour non è stata una mediatica passerella. Almeno per gli uomini di classifica.

Partenza alle 13.05 con Ewan; l’ultimo (Vingegaard, in giallo dal 13 luglio ) alle 17. Il margine di 3’26” su Pogacar  ha Vito il suo peso nella gestione della gara. Quattro ore di spettacolo tra due ali di folla . Occhi  sui “due tenori e sul nostro Pippo Ganna, quarto nella cronometro inaugurale di Copenhagen. Arrivo nel paesino di Racamandour (630 abitanti), incastonato nella regione dell’Occitania, uno dei borghi più belli di Francia. Tracciato tutt’altro che semplice: negli ultimi 4 km ci sono state due salite piuttosto rognosette: la prima di 1,6 km al 4,7%; la seconda di 1,5 km al 7,8% . Due strappi dopo 32 km abbordabili, all’apparenza.

ULTIMA TAPPA DEL TOUR (DOMENICA 24 LUGLIO)

Tutta parigina.Dalla Defense Arena ai Campi Elisi. Dalla Arena polivalente al più celebre viale di Parigi. Dalla banlieu di Nanterre (comune a Nord-ovest della capitale) al cuore della “più romantica del globo”, come dicono i turisti. Una frazione di 116 km. In pratica è la consueta passerella conclusiva per le strade della capitale, con visuali mozzafiato e la volata finale.

Poi le premiazioni con vista sull’Arco di Trionfo, il monumento (neoclassico) voluto da Napoleone Bonaparte per celebrare la vittoria nella battaglia di Austerliz (1805) contro gli austro-russi (il suo capolavoro) dopo aver conquistato Vienna il mese prima. La tappa sarà trasmessa in tutto il mondo.

Precedente Roma, Diawara può partire quest'estate: il calciatore guineano piace in Bundesliga Successivo È un Torino già da applausi: 3-0 al Tranbzonspor con doppietta di Radonjic

Lascia un commento