Speedy Lazzari, patto con la Lazio fino al 2027

ROMA – Firma in arrivo. Tocca a Lazzari, la prossima settimana (salvo rinvii) si legherà alla Lazio per un totale di cinque anni. La trattativa era iniziata dopo il mercato estivo, gli accordi sono stati definiti. Lazzari è in scadenza nel 2024, firmerà fino al 2027. Verranno aggiunti tre anni secchi al vecchio contratto, l’adeguamento economico scatterà subito. L’ingaggio della freccia di Sarri salirà da 1,3 milioni a 1,6 milioni. E’ il primo dei giocatori della lista “2024” a risposare la Lazio. Lazzari compirà 28 anni il 29 novembre, alla scadenza del nuovo accordo di anni ne avrà 33. Sarri lo ha trasformato in terzino, ne aveva intravisto le caratteristiche per arretrarlo e reimpostarlo nel modulo a 4. Lazzari s’era presentato in ritiro con una luce negli occhi: «Quest’anno sono molto carico. Ho imparato a giocare in un ruolo che mi piace molto, posso attaccare e difendere. Mi trovo meglio quando parto da dietro. Voglio migliorare e continuare ad aiutare la squadra». 

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Gli infortuni

Lazzari si consola col rinnovo pensando ai due infortuni accusati a settembre e contro il Monza. S’era ripreso durante la sosta di inizio ottobre, s’è rifermato prima della Juve. Le continue accelerazioni, moltiplicate per le partite multiple proposte dal calendario, lo mettono a rischio stiramento. E’ diventato un uomo in più per Sarri, ci rinuncia con difficoltà. Garantisce esplosività a destra, dove agiscono anche Milinkovic e Felipe Anderson (quando fa l’ala). Gli sprint arretrati di Lazzari, uomo-fionda, consentono a Mau di organizzare raid aggiuntivi. Spesso, da terzino, riesce a sconfinare dentro l’area avversaria fino a tirare o a creare occasioni servendo cross. La conferma di Lazzari è un primo tassello rispetto alla continuità del progetto tecnico affidato a Sarri, di durata triennale.

Gli altri

In prossimità di scadenza c’è Pedro (2023), nel 2024 ci sono Milinkovic, Cataldi e Felipe Anderson. Lo spagnolo ha preso tempo, Lotito si è fatto avanti, ma Pedrito ha chiesto di riparlarne fra tre mesi, dopo il mercato invernale. Non ha chiuso la porta alla Lazio, vuole riflettere sul futuro con calma. Ha 35 anni, vorrebbe avvicinarsi a casa, ha ricevuto segnali dagli Emirati. In biancoceleste è rinato, non è detto che non continui. Il caso Milinkovic è dibattuto da mesi. La scorsa settimana è piombato a Roma il manager Kezman, ha incontrato Lotito e Tare. Si rivedranno. Il presidente ha preannunciato un’offerta di rinnovo da 4-5 milioni, vorrebbe inserire una clausola rescissoria. Ma continua a dichiarare che il Sergente costa almeno 100 milioni. E Kezman non è di questo avviso. Milinkovic, come Ronaldo quattro anni fa, è stato applaudito dallo Stadium di Torino. Ieri è rimbalzata un’indiscrezione legata ad un’offerta che la Juve starebbe preparando: valore 50 milioni più bonus. Lotito, a gennaio, in caso di proposte ufficiali, dovrà prendere una decisione fatale: cedere alle eventuali lusinghe economiche depotenziando il tasso tecnico o respingerle rischiando di perdere Milinkovic a zero? E’ in ballo anche il rinnovo di Cataldi, destinato a restare a vita. I contatti con il manager sono iniziati da tempo, non s’è ancora arrivati all’accordo. I confronti proseguiranno, al di là delle cifre Danilo non s’immagina altrove. Ha giocato e vinto il derby da capitano, guida la Lazio da regista, il massimo della vita per un laziale.

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