Signori? “Io e Immobile siamo diversi, ma insieme ci saremmo adattati bene…”

L’ex attaccante della Lazio, Beppe Signori, ha detto come sarebbe stato giocare con Ciro Immobile compagno di reparto

I tifosi ancora oggi ricordano con grande affetto Giuseppe Signori. Storico centravanti che in biancoceleste è riuscito a toccare quota 127 reti. Traguardo che con il tempo solo pochi eletti sono riusciti a raggiungere e superare. Uno dei successivi bomber biancocelesti, riuscito nell’impresa, è stato Ciro Immobile. L’attaccante partenopeo non solo ha superato Beppegol in questa speciale classifica, ma ha anche scavalcato Silvio Piola da solo in vetta da quasi ottant’anni. Grazie alla rete segnata con il Marsiglia in Europa League, King Ciro è diventato il calciatore biancoceleste più prolifico nella storia del club. Di Immobile e della sua Lazio Beppe Signori ha parlato ai microfoni di Radiosei. Ecco il suo pensiero: “Mi sembra un campionato equilibrato, soprattutto in vetta. Direi che non c’è una vera favorita per lo scudetto. Ciononostante, chi mi ha sorpreso di più è il Napoli. Poi ci sono le due milanesi e la Lazio. I biancocelesti stanno certamente pagando il cambio di allenatore, ora devono trovare continuità. Hanno buttato via alcuni punti, ma questo può succedere durante una stagione. Servono più risultati positivi”.

 “Io e Immobile abbiamo caratteristiche diverse, insieme ci saremmo adattati bene. In carriera ho sempre avuto centravanti che mi creavano spazio. Da Casiraghi a Boskic. Direi che con Ciro saremmo stati completi. Forse ci saremmo divisi i goal e nessuno dei due sarebbe stato ricordato come un bomber (ride, ndr). Io mancino e lui destro. Ricordo di aver segnato al volo di destro in un derby. Fui fortunato”.

“Sarò sempre grato ai tifosi per essermi stati vicino. Credo che difficilmente i tifosi scenderanno di nuovo in piazza per impedire un trasferimento come fecero i biancocelesti con me. Il valore dei soldi tante volte fa prendere alla testa. Io, invece, in quel momento sognavo solo di giocare per la Lazio. Non mi interessava andare chissà dove e guadagnare chissà quanto”.

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