Siebatcheu, un gol che vale una carriera: l’idolo Eto’o e la sfida con Ronaldo

Guadagna duecentomila euro all’anno, i soldi che Cristiano Ronaldo riceve in tre giorni dal Manchester United. È nato a Washington, gioca nella nazionale americana con lo juventino McKennie e Pulisic, campione d’Europa con il Chelsea. Theoson Jordan Siebatcheu ha rovinato il ritorno in Champions di CR7 con i Red Devils: gli ha soffiato la vetrina, assieme allo Young Boys, che vale in tutto 62 milioni e ha battuto la squadra di Solskjaer dopo una partita da romanzo. Il gol di Ronaldo, l’espulsione di Wan-Bissaka, il pareggio firmato dal camerunese Moumi Ngamaleu, pronto a sfruttare un’indecisione di Varane. E poi il pasticcio finale, il retropassaggio sbagliato di Lingard al 95’ e Siebatcheu che dribbla De Gea e realizza il 2-1. Il centravanti dello Young Boys è diventato, in una notte, l’idolo dello stadio Wankdorf, a Berna: da CR7 alla maglia numero 17 di Siebatcheu, un metro e 90, doppio passaporto (statunitense e francese), emigrato presto in Europa, cresciuto nel Reims, prima di passare allo Chateauroux e al Rennes.

Il prezzo

Lo Young Boys l’ha portato in Svizzera nell’estate del 2000: prestito con diritto di riscatto. E dopo i dodici gol segnati nella Super League, vinta dal club giallonero per la quarta stagione consecutiva, è stato acquistato a titolo definitivo in cambio di due milioni e mezzo. Una storia cominciata a Washington, dove è nato il 25 aprile del 1996.

La Ligue 1

Si è formato in Europa, dove la sua famiglia di origine camerunese si è trasferita dagli Stati Uniti per motivi di lavoro. A sette anni, Siebatcheu ha cominciato a frequentare la scuola-calcio del Reims e il suo idolo era Eto’o. La Francia è diventata presto casa sua. Da promessa a talento: il 9 agosto del 2015 ha segnato il primo gol in Ligue 1 contro il Bordeaux. L’allenatore del Reims era Olivier Guegan.

Il cognome

In Svizzera ha firmato un contratto fino al 2024 e ha trovato un allenatore, David Wagner, altro americano nato però in Germania, che lo stima e pensa di poterlo valorizzare. Siebatcheu ricorda un po’ Haller, l’attaccante franco-ivoriano dell’Ajax. È molto legato alla mamma, tanto che sulla maglia – sopra il numero 17 – ha chiesto si dirigenti dello Young Boys di portare il cognome della madre da nubile: Pefok.

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