Quando Jorginho era a un passo dalla Juve

TORINO – Nel vocabolario della Juventus anche “rimpianto” inizia con la J. È la J di Jorginho. Sondato ai tempi del Verona, prima del trasferimento al Napoli e dell’esplosione con Maurizio Sarri, e valutato seriamente con lo sbarco dell’allenatore toscano a Torino. Di contatti con il Chelsea e con l’entourage dell’italo-brasiliano ce ne sono stati diversi. Soprattutto nel post lockdown 2020 quando il regista di Imbituba era finito ai margini dei Blues dell’allora manager Frank Lampard e il divorzio Sarri-Juventus non era ancora sicuro. «In quel periodo – ha raccontato più volte in passato Joao Santos, l’agente del centrocampista azzurro – c’è stata la possibilità che Jorginho finisse in bianconero. Il direttore sportivo della Juve di allora (Paratici, ndr) fece un sondaggio e ci fu questa possibilità». L’idea iniziale era quella di un baratto con Miralem Pjanic, poi scambiato con Arthur nella maxi-operazione Juventus-Barcellona. Alla fine il Comandante è stato esonerato dai bianconeri, Lampard è stato sostituito in corsa da Thomas Tuchel. E Jorginho è rimasto a Londra.

Nuovo status

E stasera l’italo-brasiliano sfiderà nuovamente la Juventus, ma in Champions League e non in Serie A. L’ultima volta, ai tempi del Napoli (22 aprile 2018), lasciò la casa bianconera dopo la vittoria azzurra firmata da Kalidou Koulibaly e con l’illusione di avere lo scudetto in pugno. Jorginho è lo stesso di allora, però adesso è il mondo del calcio a guardarlo con occhi diversi. «Jorginho – ha spiegato recentemente il suo mentore Sarriè un grandissimo calciatore, ma è un giocatore raffinato: bisogna guardare solo lui per comprenderne il valore». Quello che da anni Sarri vedeva e molti non coglievano, ora è sotto gli occhi di tutti. Merito dei trionfi inanellati dal centrocampista negli ultimi anni. Successi che hanno fatto cambiare idea anche ai più scettici. L’ultima volta allo Stadium contro la Juventus, Jorginho in bacheca aveva appena una Coppa Italia e una Supercoppa italiana nel palmares. Stasera, invece, si presenterà come il leader del Chelsea e dell’Italia, entrambe laureatesi campioni d’Europa nel 2021. Dopo l’Europa League con i Blues allenati da Sarri (2019), nell’ultima annata ha conquistato Champions League e Supercoppa europea con gli inglesi e Europeo con l’Italia del ct Roberto Mancini. La Uefa lo ha omaggiato con il Best Player, ma l’ex Napoli corre anche per il Pallone d’Oro e per il Golden Player, il nuovo premio di Tuttosport lo scorso anno conquistato da Robert Lewandowski.

Ritorno di fiamma

Un’annata da sollevamento pesi, a suon di Coppe (e può ancora trionare in Nations League e al Mondiale per club), che hanno certificato il suo mix di qualità tecniche, pulizia del gioco, bravura nel dettare i tempi alle proprie squadre. E carisma. Perché dietro al viso da angioletto di Jorginho si nasconde un giocatore con gli attributi. Non a caso l’italo-brasiliano si è dimostrato il leader tanto del Chelsea quanto dell’Italia campione d’Europa. Uomo d’ordine, di pensiero e di personalità. Esattamente il prototipo del centrocampista che la Juventus insegue da anni e non ha ancora trovato del tutto. Ma il mercato insegna che a volte certi treni possono anche ritornare. Jorginho ha 29 anni, non ha ancora rinnovato il contratto con il Chelsea (scadenza 2023) e la Juventus ha tuttora ottimi rapporti con l’entourage del regista. In questo momento alla Continassa sembrano avere altre priorità in mezzo al campo: il primo obiettivo è Aurelien Tchouameni (Monaco), nella lista anche del Chelsea del patron Roman Abramovich. Ma se il bicampione d’Europa non dovesse rinnovare con i londinesi, la prossima estate (2022) e ancora di più in quella successiva – quando diventerebbe un parametro zero di lusso -, discorsi e valutazioni potrebbero cambiare negli ambienti bianconeri. Riunire nella Juventus Manuel Locatelli e Jorginho, già compagni nella Nazionale, potrebbe far contenti in un colpo solo Massimiliano Allegri e Roberto Mancini.

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