Pugno in faccia all’arbitro, squalificato per 5 anni: “Mi vergogno, lascio il calcio”

Giovanni Alosi, 47 anni e tecnico del Carpignano in Prima categoria, aveva reagito a un’espulsione per proteste. Poi ha offerto un risarcimento nello spogliatoio

L’arbitro si era avvicinato e aveva tirato fuori il cartellino rosso per le eccessive proteste, lui gli è andato incontro minaccioso e dopo qualche grido ha lasciato partire un gancio destro in pieno volto. È quanto successo domenica scorsa nel novarese durante la partita di Prima categoria tra Oleggio Castello e Carpignano. Protagonista, in negativo, l’allenatore degli ospiti, il 47enne Giovanni Alosi che è stato squalificato per 5 anni. “Quando l’arbitro era voltato di spalle e aveva preso le distanze – si legge nel dispositivo del giudice sportivo – lo raggiungeva e lo colpiva con un violento pugno al volto di violenza tale da far arretrare l’arbitro di alcuni passi, inducendolo a sospendere la gara per il forte dolore alla mandibola destra. In seguito il signor Alosi si recava nello spogliatoio del direttore di gara, dichiarandosi disponibile ad offrire un risarcimento del danno”. Per il direttore di gara, Andrea Felis della sezione di Torino, prognosi di tre giorni.

“Mi vergogno”

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L’ormai ex tecnico del Carpignano non potrà avere un ruolo ufficiale riconosciuto dalla Figc, in panchina o altrove, fino al 30 settembre 2026. Dopo la partita, quando la scena era ormai stata vista in tutta Italia, aveva assicurato di aver chiuso col mondo del calcio in ogni caso (“qualunque sarà la mia squalifica”). “Ho avuto un black-out, mi vergogno di quello che ho fatto e chiedo scusa”, aveva aggiunto. Per la sua società sconfitta 3-0 a tavolino e 200 euro di multa.

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