Pogba e l’ora della scelta: la Juve deve rifare i conti

TORINO – Pogba, si decide. Gli occhi di tutto il mondo juventino sono rivolti a Lione, dove oggi il campione francese avrà il consulto decisivo propedeutico alla scelta della strada da percorrere per risolvere l’infortunio al ginocchio destro rimediato durante la tournée negli Stati Uniti. E’ il momento chiave della pre-season bianconera, in cui Max Allegri ha perso, oltre Paul, pure McKennie (tre settimane di stop per la lesione capsulare alla spalla sinistra) e il giovane Aké (frattura del perone destro; stop di due mesi). La decisione del Polpo sul percorso terapeutico avrà ricadute non indiff erenti sulla stagione e sulle prospettive del giocatore e della Juve, oltre che naturalmente della Francia. In ballo ci sono, infatti, tutta la prima parte dell’annata che sta per iniziare a livello di club e la partecipazione al Mondiale.

Infortunio Pogba, la reazione dei tifosi della Juve sui social

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Infortunio Pogba, la reazione dei tifosi della Juve sui social

Responso

La visita specialistica era attesa per ieri poi è slittata ad oggi, così l’attesa continua. A meno di nuovi cambi di programma, ora è tempo del responso. Pogba si è preso tutto il tempo necessario per riflettere, come è naturale che sia: sono stati giorni complicati di valutazioni, pensieri, pareri, visto che si tratta di uno snodo chiave della sua carriera. Tutto era iniziato a Los Angeles, nove giorni fa, con quel dolore immediato avvertito durante una esercitazione in allenamento. In California c’era stato il primo consulto a Santa Monica che aveva evidenziato un quadro meno confortante del previsto, tanto che si era pensato ad una operazione direttamente negli Usa, ipotesi poi tramontata. Così il giocatore ha fatto ritorno in Italia, intenzionato ad ascoltare altre campane per avere un quadro completo ed esaustivo di tutte le opzioni a disposizione, con relativi “costi e benefici”. Costi in termini di tempi di recupero più o meno lunghi e benefici relativi al superamento definitivo del problema. Le alternative principali sono due. La via più rapida è la meniscectomia, ovvero la rimozione della parte lesionata del menisco, che comporta uno stop di 40-60 giorni. Entro due mesi, quindi, Paul potrebbe tornare in campo, perdendo in tutto solo nove partite con la Juve, tra campionato e Champions League, salvando la sua presenza in Qatar. Questa strada potrebbe però generare nel lungo periodo ulteriori problemi. Altrimenti si potrebbe optare per quella che viene indicata come la soluzione che garantirebbe una guarigione praticamente definitiva, ovvero la sutura della zona interessata dall’infortunio. Effetti? Più certezze in ottica futura il raddoppio dei i tempi di recupero, che diventerebbero di circa quattro mesi. Pogba dovrebbe quindi saltare il Mondiale, con l’orizzonte che si sposterebbe al 2023 per il suo rientro a disposizione di Allegri. Tradotto: il francese sarebbe indisponibile per tutta la prima parte di stagione e salterebbe in tutto 21 gare, 15 di campionato e l’intero girone di Champions League. C’è poi una terza strada su cui si sta riflettendo, quella di evitare l’intervento chirurgico e affidarsi a terapie conservative. Un aiuto alla scelta arriverà a Pogba dall’incontro odierno a Lione con il professor Bertrand Sonnery-Cottet, il luminare che ha recentemente operato Zlatan Ibrahimovic. Dopo, il quadro sarà più chiaro.

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