Pjanic, ore di riflessione per la Juve: l’ex resta davanti a Witsel. Tentativo per Icardi

La squadra potrebbe restare questa, ma il bosniaco spera nel ritorno. Contatti col Psg per Icardi, però Maurito…

Luca Bianchin e Carlo Laudisa

30 agosto – Milano

I tuoni si sentono forti, in lontananza, ma nessuno sa se pioverà. Il temporale di sabato sera ha lasciato la Juventus a pensare ai suoi limiti e ai suoi dubbi. Quello più attuale: ha senso tornare sul mercato negli ultimi due giorni? Da un lato, le perplessità tecniche: l’Empoli ha mostrato che questa squadra ha problemi in mezzo al campo e davanti alla porta. Dall’altro, la saggezza – schiacciare il pulsante del panico non conviene mai – e i conti della casa, che non permettono grandi investimenti. Exor ha anticipato il versamento di 75 milioni in vista dell’aumento di capitale, cancellando i problemi con l’indicatore di liquidità, ma l’attenzione ai conti resta alta. E soprattutto, al momento in società sembra prevalere la scelta di restare fedeli al progetto, senza investire all’ultimo minuto su due giocatori solo per un avvio negativo: a 48 ore dalla fine del mercato, è più che possibile che non arrivino altri calciatori.

I DUE CAMPI

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I pensieri però restano e la Juve riflette, soprattutto su un rinforzo in mezzo al campo, che Allegri gradirebbe. Anche nelle ultime ore, non sono mancati sondaggi, telefonate esplorative e ragionamenti. Due fronti. Uno a centrocampo, con Pjanic favorito su Witsel. Uno in attacco, con Icardi ipotesi remota.

IL CASO MIRALEM

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Pjanic, quindi. In queste ore i contatti sono ripresi in maniera chiara. Non è il caso di parlare di una trattativa vera e propria perché da almeno un mese il Barcellona e la Juve hanno messo sul tavolo le carte. Il club blaugrana ha dato la disponibilità a concedere un prestito secco e si rende disponibile a pagare metà dello stipendio. Dal suo canto, Federico Cherubini, responsabile dell’area sport bianconera, ha preso atto che i catalani non sono interessati a tesserare in cambio un bianconero e prenderne in carico lo stipendio. Così alla Continassa hanno congelato la pratica, magari in attesa che un’uscita permetta di alleggerire il monte stipendi. È il motivo per cui è sempre giusto vigilare su Weston McKennie. L’interesse del Tottenham è concreto, con il suo mentore Fabio Paratici interessato a un prestito e soprattutto a uno scambio, vanificato dal fatto che ai bianconeri non interessa avere Sissoko o Ndombelé. E in ogni caso la Juve non è interessata a prestare McKennie: con un addio all’Italia si perderebbero i benefici del Decreto Crescita, vale a dire la tasse contate al 50 per cento.

WITSEL E TOLISSO

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Miralem Pjanic però spera nel ritorno e ieri ha raffreddato i discorsi con il Siviglia, ovviamente ingolosito dall’opportunità del prestito. Mire preferisce tornare a Torino e lo ha messo in chiaro a tutti. Inutile dire che Allegri lo riabbraccerebbe volentieri. Così questa candidatura ha fatalmente ripreso quota. In parallelo la scorsa settimana è stato avviato il dialogo con il Borussia Dortmund per il belga Witsel, già in passato accostato ai bianconeri. Gli ultimi exit poll, però, non permettono di registrare sostanziali progressi. I contorni economici dell’operazione non sono propriamente morbidi e a Dortmund si è appena infortunato Emre Can, ex bianconero e centrocampista difensivo come Witsel. Così il tecnico Rose non vorrebbe rinunciare al belga e il suo vice René Maric su Twitter ha scritto: “Axel via? È senza senso”. Appaiono invece in chiaro ribasso le quotazioni del francese Tolisso: anche in questo caso è pressoché impossibile pensare a un prestito e per arrivare all’ex Lione (sempre piaciuto ad Allegri) occorrerebbe un investimento che non è all’ordine del giorno.

ICARDI

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Il secondo fronte è il più affascinante: Mauro Icardi. La Juventus ha chiamato il Psg anche ieri e gli intermediari sono stati al lavoro per capire se l’operazione fosse fattibile. La risposta è sì per il 2022: un piano per portare Icardi a Torino tra gennaio e giugno è sul tavolo. Meno semplice il discorso attuale. Tecnicamente, l’addizione sarebbe chiara: un attaccante d’area per una squadra che contro l’Empoli ha faticato tanto a inquadrare la porta. Max Allegri gradisce non da ieri, da anni. Anche per questo, la suggestione resta. L’affare Icardi però è complicato per tanti motivi, non ultimi lo stipendio di Mauro e le dinamiche del Psg. L’ingaggio dell’ex capitano dell’Inter – 8 milioni a stagione più 2 di bonus – invita alla prudenza, e le scelte di Leonardo sono evidentemente collegate: Icardi dipende anche da Mbappé. Un prestito con obbligo di riscatto non è da escludere, ma il responso della domenica sera è stato chiaro: Mauro ora resta al Psg. E le previsioni del tempo? Dicono che i tuoni, tra oggi e domani, continueranno a sentirsi. Negli ultimi due giorni di mercato, va sempre così.

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