Pioli: “Siamo solo a metà salita, occorre ancora pedalare tanto”

Il tecnico rossonero: “Ora torniamo a vincere a San Siro, ma serve convinzione. Siamo tutti sotto esame, ho visto una squadra positivamente preoccupata”

Una partita da vincere, senza se e senza ma. Banale, certo, soprattutto a otto dalla fine e con un ingresso in Champions da timbrare. Ma mai come questa volta (e lo stesso concetto varrà mercoledì prossimo) il Milan può permettersi passi falsi: il menù sulle altre tavole della 31^ giornata propone Atalanta-Juve e Napoli-Inter (mercoledì toccherà a Roma-Atalanta e Napoli-Lazio), e da qualsiasi angolazione la si osservi, qualcuno perderà punti per strada. Ecco perché il Milan dal Genoa (e poi dal Sassuolo) dovrà spremere il massimo. Depositare monete pesanti nel portafoglio per fortificare il secondo posto, prima che inizino gli scontri diretti (si comincia il 26 aprile a Roma con la Lazio).

San Siro da “sbloccare”

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L’importante sarà evitare approcci come quello contro la Samp, costato un pareggio pesantissimo. “Rispetto a quella partita voglio un atteggiamento più aggressivo e intenso, bisogna partire subito con l’approccio giusto. Dobbiamo pensare che ogni singolo pallone può essere quello decisivo”. Infrangendo finalmente il tabù San Siro. Per dire: nel 2021 solo Benevento, Cagliari, Parma e Torino hanno vinto meno incontri interni del Milan, che al Meazza si è preso i tre punti soltanto in due occasioni su otto. Una contro il Torino, l’ultima contro il Crotone: era il 7 febbraio, una vita fa. “Vogliamo tornare alla vittoria a San Siro, dopo tanto tempo – spiega il tecnico rossonero –. Dovremo farlo con scelte precise, cercando di avere più qualità e convinzione nell’ultimo quarto di campo”.

Come in bici

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Questo per Pioli è un punto focale. Ma ce n’è anche un altro, che a un certo punto lo fa un po’ spazientire: le domande sul futuro. Perché per l’allenatore il futuro ha un limitatissimo orizzonte che non va oltre il Genoa. “Le concorrenti si ruberanno punti? Noi pensiamo solo alla nostra partita, al Genoa. Se ho parlato con Donnarumma? Parlo costantemente con i giocatori. Il nostro futuro è adesso. Gigio sa quanto è importante la partita di domani così come la squadra. Per le altre situazioni ho la fortuna di avere una società molto attenta. Maldini ha parlato sabato scorso in maniera opportuna prima della partita. Siamo tutti concentrati a Milanello”. In una volata finale che, nonostante il secondo posto, è ancora tutta da vivere e tutt’altro che scontata. E allora Pioli si rifà alla sua altra grande passione. Quella della bici. “Per noi distrazioni non ce ne sono, pensiamo solo a preparare bene le gare. Vedo una squadra concentrata, attenta e vogliosa. Conosciamo il percorso che abbiamo fatto per arrivare fino a qui, siamo a metà della salita e fino a quando non vedi la cima occorre stare sul manubrio e pedalare tanto”.

“Lasciamo stare gli arbitri”

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Senza Ibra, ma con l’attacco affidato a una staffetta particolare tra Leao e Mandzukic: “Sono molto contento di Mario, non ha i 90 nelle gambe ma ci dà presenza in area e si sa muovere bene. Difficilmente sbaglia la giocata. Ha sofferto tanto per non essere a disposizione. E’ arrivato con tanta volontà ed entusiasmo. Leao deve dare a noi più profondità e agli avversari pochi punti di riferimento. Sono molto contento della sua crescita, è molto migliorato rispetto all’anno scorso, sta più dentro le partite. Comunque siamo tutti sotto esame, non solo loro. Devi essere preoccupato, così prepari meglio l’esame. E io ho visto una squadra preoccupata”. Infine, polemiche spente sul nascere a proposito degli arbitraggi: “Non dobbiamo pensare a eventuali sviste arbitrali. Il loro è un mestiere difficile, senza pubblico si sentono allenatori e dirigenti protestare continuamente. Non dobbiamo sprecare energie in questo”.

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