“Nati poveri, nati nel calcio”: Endrick, la lettera che commuove il mondo

Avercela fatta: non per la gloria, non per la fama, ma per cambiare vita. Questo il messaggio forte e commovente che ha voluto esprimere Endrick, nuova stella del calcio brasiliano che l’anno prossimo vestirà la maglia del Real Madrid. Endrick ha segnato il primo gol con la maglia della Seleçao contro l’Inghilterra, ad appena 17 anni: non solo è il più precoce realizzatore nella storia di Wembley (considerando club e nazionali), ma in più era dai tempi di Ronaldo che non capivata che un calciatore così giovane segnasse con la maglia verdeoro.

Un dato che, se non simboleggia un passaggio di consegne, rappresenta sicuramente un messaggio forte, ovvero che Endrick ha tutte le potenzialità per essere un crack, destinato a segnare i prossimi anni del calcio mondiale. Il classe 2006 scuola Palmeiras, proprio poco dopo la prima rete in Nazionale, ha scritto sulle colonne di The Players’ Tribune una lettera al suo fratellino Noah. Una lettera lunghissima, che ripercorre la sua carriera e la gloria raggiunta oggi, ma che racconta anche e soprattutto di come il suo percorso nel calcio abbia svoltato la vita della sua famiglia.

Endirck, lettera al fratello Noah

Così inizia la lettera di Endrick al suo fratellino Noah: “Caro Noah, ti amo. Questa è la prima cosa, sopra ogni altra. Fin dal primo giorno sento che tra noi c’è un legame speciale. Non te l’ho mai detto, ma quando stavi per nascere, in realtà aspettavi che segnassi un gol. È vero, fratello. All’epoca stavo giocando una partita importante, avevo solo 13 anni, ma tu non volevi ancora entrare in questo mondo. L’orologio ticchettava e ticchettava, e mamma e papà si chiedevano cosa stessi aspettando. Poi, all’improvviso, papà ricevette una telefonata da un suo amico che era presente alla partita. Disse: “Douglas!!! Douglas!!! Endrick ha appena segnato!!!”. E in quel preciso momento, tutto ciò che hai sentito nella stanza d’ospedale è stato Wwwwaaaaahhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!! Finalmente sei uscito a festeggiare con me. Quando sono arrivato in ospedale, ti ho dato un regalo di compleanno. Non avevo soldi per un giocattolo, ma ti ho preso la palla d’oro del torneo. Capisci? Nella nostra famiglia non siamo nati ricchi. Siamo nati nel calcio“.

La svolta Palmeiras, il Real dai video alla realtà

La svolta arriva pochi anni fa, quando con il Palmeiras (squadra in cui ha svolto tutta la trafila nelle giovanili) diventa professionista. Una svolta che ha cambiato la vita, sua e della famiglia: “Quando ho compiuto 15 anni e sono diventato professionista con il Palmeiras, posso dire onestamente di aver raggiunto tutto ciò che avevo sempre desiderato nella mia vita, grazie a Dio. Sono riuscito a comprare una casa a mamma e a trasferire le nostre due nonne da Chaparral, che era pericoloso. Dopo la conversazione che ebbi con papà sul divano, capii che avevo raggiunto il mio primo obiettivo: aiutare la mia famiglia ad avere una vita migliore. Che momento! Ma anche… cavolo… che sollievo. Quando eri piccolo, vivevamo già una vita molto diversa, e la nostra vita continuerà a cambiare nei prossimi anni“.

Dal Palmeiras Endrick va via presto, per vestire la camiseta blanca del Real Madrid: “Tra pochi mesi partirò per la Spagna e tu verrai con me. Real Madrid…. Questo è stato il mio terzo obiettivo ed è stato l’unico che non ho mai osato scrivere. Quando ero piccolo, non avevo un telefono cellulare o altro, quindi prendevo in prestito il computer della mamma e guardavo gli highlights delle partite del Real Madrid dall’età di 7 o 8 anni. So che siete troppo giovani per ricordare questi nomi, ma ero ossessionato dalla squadra del 2013-14 con Cristiano, Modric e Benzema. È stata la mia porta d’accesso alla storia del club. Ho iniziato ad andare su YouTube e a conoscere i Galácticos e poi sempre più a fondo: Puskás, Di Stéfano… Credetemi, a Madrid sentirete parlare ancora di più di queste stelle“.

“Il mio regalo per te”

Endrick è una delle stelle future del calcio, eppure nella sua famiglia c’era chi ci aveva già provato: “Per tre generazioni, e forse più, la nostra famiglia ha inseguito il sogno del calcio. Abbiamo cercato di cambiare le nostre circostanze. Ma ora puoi fare quello che vuoi. Puoi fare il medico o l’avvocato, o forse, visto che stiamo andando in Spagna, il Paese di Nadal e Alcaraz, puoi diventare un tennista professionista. Stai già rincorrendo la palla, come me. Quindi, se vuoi, puoi diventare un calciatore. Ma non devi esserlo per forza. Non c’è più stress, grazie a Dio, grazie a mamma e papà e grazie al calcio. Puoi solo goderti la vita come vuoi, fratello. Questo è il mio regalo per te. E ora, con questa lettera, finisce il futuro. Vedete, la gente mi chiede sempre del Real Madrid, della Nazionale e di come penso che andrà la mia carriera. Ma sapete qual è la verità? Semplicemente non lo so. Nella vita non sappiamo cosa ci riserverà il domani. Non sappiamo nemmeno se avremo un domani. Possiamo solo ringraziare Dio per tutto quello che ci ha dato“.

Questa la chiosa finale con un messaggio chiaro, ovvero quello di non dimenticare mai il punto di partenza: “Spero che ora tu capisca, fratello. La vita che stiamo vivendo ora non è nata dal nulla. È stata guadagnata, con duro lavoro e molte lacrime. La mamma dice sempre che un solo errore può far crollare tutto, e ha ragione. Nel momento in cui dimentichiamo da dove veniamo, rischiamo di perdere la strada. Ecco perché vi faccio dono della storia della nostra famiglia. Mamma che mangia il pane vecchio. Papà che dorme sotto la biglietteria. Mamma che piange in bagno. Papà che piange sul divano. Che tu possa tenerlo sempre nel tuo cuore. Ti voglio bene, fratello. Dal profondo del mio cuore, Endrick Felipe Moreira de Sousa, ATTACCANTE“.

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