Musica,attrezzi e un giorno libero in premio: Milan, il telelavoro somiglia a un videogame

In questi giorni i rossoneri si stanno allenando via zoom sotto lo sguardo attento di Pioli e dei suoi preparatori. Vi raccontiamo come

La suggestione è grande, perché è proprio così che ha preso forma e vita la squadra che tutti conosciamo oggi. Il Milan in “telelavoro”. Durante il lockdown di quasi due anni fa, una necessità. Oggi una semplice opportunità, che però riporta la mente a tutto ciò che Pioli e i suoi ragazzi riuscirono a costruire durante quelle interminabili settimane trascorse a lavorare ognuno per conto proprio nelle rispettive residenze. E’ così che il Diavolo si fortificò soprattutto nello spirito. A distanza, ma in qualche modo tutti insieme. E allora non deve stupire che Pioli in questi giorni abbia deciso di ricorrere alle stesse modalità. Il ritrovo a Milanello è fissato per giovedì 30, ma fra ieri e oggi la squadra sta lavorando “insieme” in video-collegamento sotto lo sguardo attento dell’allenatore.

Senza palla

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Come si svolgono le sedute? Ovviamente nel modo più semplice possibile anche perché, infortunati a parte, sono tutti presenti e quindi il gruppo da gestire è numeroso. Parliamo di allenamenti della durata di circa un’ora, condotti e curati in termini pratici dai preparatori atletici con la supervisione di Pioli. Esattamente come succede a Milanello. Solo che qui i giocatori corrispondono a tante piccole caselle che occhieggiano sui monitor di chi osserva. La piattaforma digitale utilizzata è Zoom. Il pallone in questa fase non compare. I giocatori lo ritroveranno poi sul campo a partire dal 30. Vengono quindi proposte le esercitazioni e le attività che solitamente precedono l’utilizzo della palla. A partire da una mezzoretta di corsa, tapis roulant compresi ovviamente.

“Total body”

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Prima di partire per le vacanze ai giocatori è stata consegnata una “borsa da lavoro”, ovvero un sacchetto contenente gli strumenti di supporto per le esercitazioni. Quelli fondamentali sono due: gli elastici e i pesi, ovviamente di piccole dimensioni. Si tratta di lavoro cosiddetto “total body”, ovvero che va a coinvolgere tutto il corpo attraverso esercizi statici, dinamici, di equilibrio e di forza. Insomma: gambe, braccia, addominali, squat e via dicendo. Coinvolgimento in effetti è la parola chiave, perché non riguarda soltanto la parte strettamente fisica, ma l’insieme del lavoro. Ecco perché di sottofondo c’è sempre la musica, come avviene in palestra a Milanello. Ed ecco perché Pioli e il suo staff in questa circostanza hanno scelto, pur potendolo fare, di non raccogliere i dati biometrici dei giocatori. Lo scopo è coinvolgere con un particolare occhio di riguardo all’aspetto mentale. Tanto da mettere sul piatto questo accordo, che si può raccontare più o meno così: in presenza di un lavoro svolto come si deve sotto tutti gli aspetti, la squadra avrà un bonus per un giorno di riposo in più da poter utilizzare più avanti. Un aspetto motivazionale non indifferente.

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