Mourinho: “Qualcuno ci vuole ottavi, ma non lasciamo posto ad altri. Stanchi degli arbitri”

L’allenatore giallorosso prima alla vigilia della partita contro il Venezia: “I direttori di gara vengono puniti, ma dove sono i punti?”

Finisce al veleno, con gli auguri di compleanno a Zdenek Zeman – che ieri non era stato tenero nei suoi confronti. In mezzo, due concetti di fondo: le stoccate al potere per la questione arbitrale e la certezza che, in ogni caso, la sua Roma è destinata a crescere. Questo è José Mourinho dell’Anno Domini 2023: un concentrato di graffi e allusioni, chiamando sempre a raccolta il popolo giallorosso. “Abbiamo due partite da giocare – spiega -. Spero e credo che non ci sia mancanza di concentrazione”.

La precisazione

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Poi però arriva l’affondo: “Mi sembra che ci sia gente che magari è anche interessata che noi finiamo all’ottavo posto e con la speranza che vinciamo la finale, perché così sarebbe fantastico per il calcio italiano avere 8 squadre in Europa l’anno prossimo. Questo, però, non si deve fare, a costo di commettere una ingiustizia e una mancanza di rispetto verso gente che lavora tanto come noi facciamo. Contro la Fiorentina la squadra era stanca e loro avevano un motore diverso. Hanno giocato veramente bene e potevano vincere lo stesso, ma siamo un po’ stanchi degli arbitri e arbitri al Var e di avere un problema dopo le nostre gare. Gli arbitri sono puniti, senza poter lavorare dopo 3-4 settimane. Questo è un modo del potere di dire che loro hanno sbagliato, sono puniti ma dove sono i punti? Questo è il problema. Se arriviamo in questo momento dove tutto è aperto per finire tra il quinto e l’ottavo, non voglio dire lo stesso che ha detto il Psv dopo la fine del campionato in Olanda, cioè ‘complimenti all’Ajax, agli arbitri e al Var’. Voglio finire 5° o 6° , è il nostro obiettivo ed è la posizione dove siamo stati per la maggior parte dell’anno”.

Il salto

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Quando gli si chiede del futuro, però, Mourinho dice: “Penso che ci sarà un giorno che la Roma farà il salto. L’organizzazione l’abbiamo. Stiamo crescendo. Se penso ad agosto, stiamo facendo un gran lavoro. Occorre tempo, e io ho ancora due anni. Penso a Zalewski. Ci sono altri club cui il tempo non è necessario, anzi neanche esiste. Poi è una questione di qualità e quantità della rosa. Noi quest’anno abbiamo sofferto in determinati momenti di quantità. Se penso ai minuti fatti dai nostri giocatori, questo si paga. penso a gente come Cristante e Ibanez. ma la proprietà vuole arrivare in alto e io voglio arrivare in alto, se no non sarei venuto qua. C’è la passione per i tifosi. E piano piano dobbiamo continuare a migliorare. Ma non voglio fare un bilancio della stagione. C’è una finale da giocare e qui non si raggiunge da tanto tempo”.

Grazie ai tifosi

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Il resto sono indicazioni sulla formazione, che non stravolgerà. “Non c’è gestione di Mkhitaryan, è infortunato. Non è che non lo facciamo giocare per prevenzione o perché pensiamo di risparmiarlo, è un giocatore infortunato e non entra in questo tipo di gestione. Non abbiamo la rosa per fare cambi drastici, non abbiamo il livello di esperienza e giocatori simili per posizioni per cui si possa dire che faremo 8-9 cambi. Dobbiamo vincere perché abbiamo bisogno di punti, è l’ultima partita in casa, perché se vinciamo andiamo all’ultima partita come padroni del nostro destino senza aspettare cosa succederà sabato e domenica. Dobbiamo vincere domani con tutto il rispetto per il nostro avversario, che domani si gioca il futuro. Pensiamo a domani, gestione minima, faremo un paio di cambi, magari cambi diversi col Torino. Ma non possiamo fare cambi molto molto grandi”. Fra chi riceve i complimenti c’è Zalewski. “Non faccio una grande differenza di mentalità e atteggiamento tra Zalewski e altri giovani ragazzi. La differenza è che per lui è arrivata un’opportunità in modo consistente, in un momento in cui la squadra necessitava di un’opzione e lui era preparato per questa opportunità. Abbiamo deciso di metterlo lì quando perdevamo 2-0 col Verona, senza Spinazzola ed El Shaarawy e solo con Vina che è diverso, ha avuto un’opportunità. Era preparato, è questione di opportunità. Se arriva per un altro dei giovani ragazzi, magari la prenderà. Lui è rappresentativo di quello che siamo e vogliamo noi, del nostro rapporto con la squadra Primavera, con mister De Rossi, Vergine e Bruno Conti. Nella prossima stagione prenderemo altri 3-4 ragazzi per crescere con noi. Zalewski rappresenta un caso di successo molto molto positivo per noi”. Titoli di coda sull’impressionante popolo giallorosso. “Abbiamo deciso che il minimo che possiamo fare è ringraziare i tifosi. Lo posso fare qui, loro lo possono fare sui social media, ma è più simbolico farlo tutti insieme in campo. Dopo la partita faremo un giro di campo tutti insieme. Se avremo vinto, lo faremo sorridendo”. Altrimenti, meglio preparare l’elmetto, perché pioveranno senz’altro polemiche.

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