Mou: “La firma di Pellegrini è importante. Olimpico pieno è dimostrazione di romanismo”

L’allenatore portoghese della Roma alla vigilia dell’Empoli: “Lorenzo è qui per restare. Siamo insieme e arriveremo dove vogliamo con tranquillità”

La notizia del rinnovo ufficiale di Lorenzo Pellegrini arriva, a Trigoria, proprio mentre Mourinho sta per entrare in conferenza stampa. Il tecnico, che da settimane si spendeva per il nuovo contratto del suo capitano, lo commenta così, alla vigilia della partita contro l’Empoli: “Dal momento in cui ho sentito che i Friedkin non volevano perderlo e che lui, in faccia, mi ha detto che sarebbe rimasto al 100%, anche senza accordo, per me il contratto si sarebbe fatto. Era poi nelle mani di Pinto e del suo agente. È importante la sua firma, il ragazzino simbolo romano e romanista, che ho deciso di confermare capitano. È una decisione giusta per la società e per lui, per noi come squadra è importante questo tipo di stabilità. Lorenzo è qui per restare, con il nucleo italiano c’è un gruppo di costruzione anche del gruppo. Siamo insieme e arriveremo dove vogliamo arrivare con tranquillità”.

OLIMPICO PIENO

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Domani, all’Olimpico, ci saranno oltre 30mila spettatori, il massimo consentito fino a questo momento, anche perché i tifosi dell’Empoli sono stati spostati in Monte Mario e i romanisti saranno pure nel settore ospiti: “Li ringrazio per l’appoggio, domani l’Olimpico pieno è una dimostrazione chiara di romanismo. Non è sempre semplice tifare una squadra che non vince dei titoli da tempo, ma questa è anche una dimostrazione di fiducia nell’atteggiamento della squadra. Abbiamo perso due partite su dieci, abbiamo però avuto sempre voglia, qualità, impegno e il tifoso lo sente”. Sulla formazione Mou non si sbilancia, ma è possibile che riposi Cristante, diffidato, e tocchi ancora a Darboe: “Il ragazzo ha avuto un percorso di crescita in questi mesi, un percorso buono. Lo scorso anno giocava senza responsabilità o pressione, la Roma era in un momento difficile, con tanti infortunati. Quest’anno ho sentito che invece era arrivato quel senso di responsabilità, ha lavorato tanto ma non aveva quella qualità di gioco che invece possiede. Si è liberato invece poco a poco e contro lo Zorya ho pensato che fosse il momento giusto per lui e la risposta è stata molto buona. La sua fiducia in se stesso e la mia in lui sono aumentate”. Indipendentemente da chi giocherà, l’importante sarà avere equilibrio: “Sì – conferma Mou – a me piace il bel gioco, ma è importante anche la fase difensiva. Sono un resultadista, come si dice in Portogallo”.

ZANIOLO E LA NAZIONALE

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Capitolo Nazionali: Zaniolo (e Mancini) resteranno a Roma, il sudamericano Vina farà di nuovo un volo dall’altra parte del mondo: “L’Italia ha un ct con tante responsabilità, ha tanti giocatori e sono le sue scelte. Io penso sempre che i giocatori preferiscano andare in Nazionale, se restano qui sono protetti e lavorano bene e anche questo può essere positivo. Il calcio senza le nazionali o senza le passioni della nazionale per i vari paesi non è la soluzione. Non capisco – chiarisce però Mourinho – come sia possibile che in Sud America si giochi giovedì sera che per noi europei è venerdì, pensavo che questa storia fosse finita. Un’altra cosa che non mi piace è che le nazionali convocano 35-40 giocatori per 2-3 partite e magari non giocano tutti. Questi sono dettagli che si potrebbero migliorare. Se pensiamo a Juventus-Roma (dopo la sosta, ndr) avremo Vina, Cuadrado, Bentancur che giocano venerdì in Sud America. Sono cose che la gente non guarda o non vuole guardare”.

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