Messi, che notte! Supera Pelé e diventa il re dei bomber sudamericani

L’Argentina stravince con la Bolivia: tre gol per Leo che così è il miglior marcatore del continente in nazionale. Debutto per Musso in porta. Le altre: crollo del Cile in Colombia, l’Uruguay vince con super Nandez

Notte da re per Lionel Messi, che sceglie il primo impegno da campione d’America davanti al suo pubblico (seppur ridotto) per firmare un nuovo record. Uno di quelli che ingigantiscono ancora di più un curriculum da numero uno della storia del calcio, da stasera davanti anche al mitico Pelé nella speciale classifica dei bomber sudamericani più prolifici in nazionale. La Pulce firma infatti una tripletta da urlo che, oltre a liquidare la Bolivia (3-0) avvicinando ulteriormente l’Argentina a Qatar 2022, lo proietta a quota 79 centri, due in più di O Rei. Serata indimenticabile anche per l’atalantino Musso, che festeggia il debutto albiceleste. Buona prova anche per gli altri tre “italiani” in campo.

A TUTTO MESSI

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La Bolivia sceglie di erigere le barricate, rinunciando persino al contropiede se non in sporadiche occasioni. Ma la strategia ospite non basta ad arginare un’Albiceleste che danza su ritmi alti e fa viaggiare veloce il pallone. Una manciata di minuti e il monologo dei padroni di casa costringe la Bolivia negli ultimi dieci metri, con Messi che prende la mira in un paio di occasioni. Quella mira che al 14’ affina per firmare un capolavoro: tunnel su Haquin e letale sinistro a giro che fulmina Lampe. Lo strapotere argentino produce poi un gol annullato a Lautaro (fuorigioco millimetrico), due gran tiri della Pulce (fuori di un soffio) e un erroraccio del Toro da due passi. Ma non finisce qui, perché al 65’ arriva il raddoppio di Messi al termine di una doppia sponda a velocità supersonica con Lautaro (sostituito al 72’, dieci minuti dopo l’ingresso in campo dell’altro nerazzurro, Correa). Le accelerazioni e i cambi di direzione della Pulce spaccano regolarmente la difesa boliviana, martellata fino a una manciata di minuti dal fischio finale. Una volta superato il record di Pelé a quota 78 gol, il fuoriclasse argentino decide infatti di chiudere in bellezza infierendo sulla malcapitata difesa boliviana. La tripletta confezionata all’89’, un quarto d’ora dopo un’altra rete annullata per fuorigioco, corona una serata perfetta, sottolineata dall’ovazione finale dei 21 mila presenti al Monumental. Con loro Messi ha potuto festeggiare la Coppa America conquistata al Maracana, esibendola a bordo campo prima di cedere all’emozione. “E’ un traguardo che abbiamo inseguito a lungo e grazie a Dio ce l’abbiamo fatta. Ci ho creduto tanto, è un momento unico”, ha confessato la Pulce con gli occhi lucidi. “Poterlo celebrare qui, davanti insieme alla mia gente e alla mia famiglia, mi rende felice”.

FESTA CHARRUA, CROLLO CILENO

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Al Campeon del Siglo di Montevideo Tabarez disegna un coperto 4-4-2 con un poker di “italiani”: oltre a Vecino e Nandez, ci sono anche Bentancur e Vina a dispetto degli acciacchi rimediati nel precedente impegno. Nella cronaca figurano più fallacci ed entrate al limite che occasioni da gol. Colpa anche dell’arbitro brasiliano Daronco, che lascia correre molto alimentando il clima teso per oltre un’ora. Ma la Celeste raccoglie comunque il premio per una partita più propositiva e coraggiosa. Dopo due esultanze strozzate, quella di Valverde al 54’ per una clamorosa traversa con un bolide dal limite dell’area e quello di Vecino all’86’ (gol annullato per fuorigioco), il Maestro Tabarez può gioire al 92’ raccogliendo i frutti di un cambio nel finale: centro di Nandez e perfetto colpo di testa a centro area di Pereiro, gettato nella mischia pochi minuti prima. Il mastino del Cagliari, ancora una volta schierato sulla corsia destra, è di gran lunga il migliore degli “italiani” in campo, Vina sostituito al 73’. Se l’Uruguay sorride per una classifica rassicurante, sprofonda invece il morale in casa cilena. Il trio “italiano” Vidal-Medel-Pulgar (tutti in campo dall’inizio) rimedia un pesante 3-1 a Barranquilla di fronte alla Colombia di Ospina e Cuadrado (anche loro titolari). Ad affossare la Roja è un micidiale uno-due dell’ex Livorno Borja, che sblocca al 19’ su calcio di rigore (fallo di Diaz) per raddoppiare 60’’ dopo su delizioso assist di tacco di Borré. Troppo timida e improduttiva la reazione di un Cile che, dopo aver rischiato il naufragio al 28’ su una conclusione di Borré (palo), accorcia inutilmente le distanze al 56’. Il lampo di Meneses si rivela un fuoco di paglia e la Colombia colpisce nuovamente alla prima occasione buona: sassata dalla distanza di Luis Diaz al 74′ e Cile affondato definitivamente. A nulla servono le discrete prove di Pulgar e Vidal. Tante sbavature e un errore fatale invece per Medel.

PARAGUAY OK, CLASSIFICA SPACCATA

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Tre punti d’oro li conquista il Paraguay, vittorioso per 2-1 sul Venezuela dopo una superiorità netta nei primi 45’. Apre i conti un gran tiro di Martinez dopo 7’, poi due salvataggi di Farinez e il raddoppio meritato dei padroni di casa firmato in avvio di ripresa da Kaku. Inutile guizzo di Chancellor al 90’ per il gol della bandiera della Vinotinto. Dopo nove giornate, con Brasile e Argentina ormai in fuga con rispettivamente 24 e 18 punti (e una partita in meno), fanno un bel balzo avanti Uruguay (15 punti), Colombia (a 13 insieme all’Ecuador) e Paraguay (11). Più staccati Perù (8), Cile (7 punti) e Bolivia (6). Fanalino di coda il Venezuela a 4 punti. Si torna in campo tra il 7 e il 12 ottobre con altre due giornate in programma e un affascinante Brasile-Uruguay.

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