Lukaku, stasera torna l’aggiusta-Inter: con lui più gol, vittorie e furore

Contro la Fiorentina Conte riparte dal belga per cancellare l’amarezza di Coppa. Big Rom migliora la squadra in tutto: non solo l’attacco, numeri top pure in difesa

La sconfitta brucia ancora, e non potrebbe essere altrimenti. Il k.o. di Coppa Italia contro la Juve rischia di condizionare moralmente le certezze dell’Inter nella volata scudetto. Senza il suo totem, la banda Conte si è scoperta più vulnerabile che mai. “Provate a togliere Lukaku all’Inter, Ibrahimovic al Milan o Ronaldo alla Juve. Vedrete quanto è dura…”. L’arringa difensiva di Gattuso era riferita alle problematiche del suo Napoli e non voleva essere in alcun modo una frecciata al mondo nerazzurro. Però usare i big della altre squadre per dare risalto all’emergenza assume un peso piuttosto rilevante nella descrizione della sue difficoltà. Perché ci sono giocatori importanti e giocatori insostituibili, e Romelu Lukaku appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Antonio Conte lo sapeva già, anche se non lo ammetterà mai. Però martedì sera a San Siro il vuoto lasciato da Lukaku nel cuore dell’attacco nerazzurro è stato lampante, potente quasi come la forza d’urto del suo numero 9. Se poi all’assenza di Big Rom si aggiunge la contemporanea squalifica di Hakimi, ecco che l’asticella delle difficoltà fa un salto in alto ulteriore. Così, per una volta, lo stress da calendario compresso potrebbe aiutare l’Inter a cancellare in fretta quella brutta sensazione di impotenza per proiettarsi subito nel futuro. A Firenze stasera torna Lukaku, l’aggiusta-Inter: riposato e magari ancora arrabbiato dopo il furibondo ring con Ibrahimovic nei quarti di Coppa, su cui pende ancora un’inchiesta della procura federale. Serve lui per ripartire, per cancellare la delusione. Magari con una reazione in stile Benevento, dove è stato mattatore malgrado una gara per larghi tratti opaca, ma chiusa con una doppietta.

No Romelu no party

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Nessuno è capace di trasformare l’Inter come Lukaku. Lo spiegano bene i numeri — sempre in continuo aggiornamento — impietosi quasi come il confronto tra i risultati della squadra in presenza o assenza del suo fuoriserie offensivo. Quest’anno Romelu ha saltato tre partite e il bilancio è da profondo rosso: due sconfitte – a Madrid in Champions e quella recente in Coppa con la Juve – e un pareggio soffertissimo in casa, col Parma rimontato nel finale e riacciuffato in pieno recupero. Serve altro? Con Lukaku in campo le sconfitte sono state tre (su 26): il ritorno a Milano contro il Real in Champions, il derby di campionato e la trasferta di Genova in casa Samp, dove in verità il belga è entrato a gara in corso (ultimi 27’) e già pesantemente condizionata. Una partita su cui ha pesato tantissimo l’errore dal dischetto in avvio di Sanchez, che avrebbe potuto indirizzare la sfida in altro modo. E il particolare non è casuale. Il Lukaku nerazzurro, infatti, è infallibile: 12 centri su 12 rigori. Un cecchino. Una garanzia, mica un dettaglio.

A confronto

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Ciò che colpisce è l’incredibile differenza di rendimento dell’Inter nel suo insieme. Lukaku non solo migliora la fase offensiva, ma fa crescere in modo esponenziale anche la fase difensiva. Romelu è così, trascinatore in tutto: il lavoro sporco, il sacrificio, la pressione ultra offensiva, la capacità di tenere il pallone lontano dalla propria area e di far respirare la squadra con accelerazioni in solitaria rendono la presenza di Lukaku imprescindibile per Conte. In questa stagione l’Inter ha vinto il 61,50 per cento delle partite in cui ha avuto a disposizione il centravanti belga, con una media punti di 2,1 a partita. Come detto, senza di lui non è mai riuscita a vincere e la media punti crolla (0,3), mentre l’influenza dei gol segnati è tangibile: 2,2 a partita contro l’1,7. Ma sono i gol subiti a balzare nell’occhio: quando non c’è Lukaku, l’Inter prende 2,3 reti di media, al contrario la sua presenza dimezza il dato (1,1). Insomma, è il segreto di Pulcinella, ma è chiaro che esistano due Inter e quella che punta al titolo non può prescindere dall’impatto devastante del suo numero 9.

La vitamina H

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Conte allora può sorridere: oggi Romelu riprenderà il suo posto nello stadio dove a inizio gennaio ha deciso gli ottavi di Coppa Italia. E con lui ritorna Hakimi, altro insostituibile nello scacchiere nerazzurro. Mister 40 milioni ha fatto il suo debutto in Italia proprio nel match di andata, contribuendo alla rimonta. Sei gol e tre assist dopo, Achraf è pronto ad alzare i giri nel motore nella volata scudetto. Oggi ritroverà Biraghi, asfaltato in Champions un anno e mezzo fa a Dortmund. Ma il passato conta il giusto, anzi ora serve proprio voltare pagina. Per non fermarsi più.

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