Lazio, Sarri guarda alle imperfezioni: “Quei primi 15 minuti…”

Le parole dell’allenatore dei biancocelesti Maurizio Sarri, intervenuto al termine della partita ai microfoni di DAZN

Arrivano altri tre punti in campionato per la Lazio, che all’esordio all’Olimpico travolge lo Spezia con il risultato di 6-1. Punteggio tennistico per i biancocelesti, di Maurizio Sarri che, al termine della partita, è intervenuto ai microfoni di DAZN. Queste le sue parole.

A Ciro volevo dire di non fare quanto fatto a Empoli dopo il 3-1, ossia di non abbassarci troppo e aspettare gli avversari. Stasera siamo stati molto più bravi con il doppio vantaggio, poi l’espulsione ci ha anche facilitato. In queste esperienze nuove solitamente il percorso di crescita non è quasi mai lineare, ci sono momenti in cui sembra tutto assimilato ma poi non è così. Sappiamo di dover lavorare e crescere ancora molto, i presupposti per far bene ci sono ma non ci dobbiamo illudere per due partite. Io sono abituato a scegliere in base a quello che vedo negli avversari e in base a quanto vedo in settimana in allenamento. Oggi volevo muovere la palla velocemente, loro sono aggressivi e la mettono sui duelli individuali”.

Luis Alberto? Abbiamo cercato di dare solidità alla squadra, lui sta crescendo come condizione fisica. Ho pensato che oggi contassero di più le qualità di palleggio rispetto alla fisicità vedendo la partita dello Spezia a Cagliari. Per questo ho mandato in campo tutti i giocatori più bravi qualitativamente parlando. Il pelo nell’uovo? I primi quindici minuti della linea difensiva non mi sono piaciuti assolutamente. Io penso che il discorso del prendere subito goal vada analizzato. Come a Empoli lo abbiamo preso appena sono entrati nella nostra metà campo. In entrambe le occasioni non ho avuto la sensazione di essere entrati male in campo ma sicuramente la cosa inizia a creare preoccupazione. Dobbiamo tenerne conto, al di là di quelle che sono le sensazioni. La città? Al momento ho vissuto solo Formello, ora spero di trovare una sistemazione definitiva e di poter vivere anche un po’ il contesto della città”. 

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