Lazio, Immobile cerca i gol per restare in Europa

Dove si ritroverebbe la Lazio senza i gol di Immobile è intuibile, ma non certificabile. Non ci sono dubbi, invece, sui traguardi raggiunti anche grazie alle sue 181 prodezze: cinque qualificazioni europee consecutive, compresa la Champions che mancava da tredici anni, la Coppa Italia del 2019, due Supercoppe italiane. E se il Milan di Pioli è risorto nell’estate successiva al lockdown e ora galoppa verso lo scudetto, l’Inter con il quarto posto del 2018 conquistato nello spareggio dell’Olimpico prese l’abbrivio e scongiurò la cessione anticipata di Icardi, scavando un bel solco economico con la Lazio, mai capace di superare i propri limiti di gestione sana, equilibrata, ma non troppo appagante per i tifosi, di nuovo in protesta.

Cinquina

Non è bastato l’ingaggio di Sarri, aggiunto al capocannoniere della Serie A, per alzare lo sguardo verso traguardi più ambiziosi e l’ultimo biennio, conquistata la Champions, si è consumato in flessione. Dal 2016/17, quando Immobile è arrivato da Siviglia, la Lazio non ha mai fallito la qualificazione europea e Lotito attende la chiusura della stagione per un bilancio complessivo e stabilire la strada che condurrà verso la rifondazione. «I conti si fanno alla fine» ha ricordato in settimana. Sarebbe un disastro restare fuori. Sarri, dopo i recuperi di Fiorentina e Atalanta, ha conservato il sesto posto, ma le distanze sono cortissime e l’anticipo di stasera a La Spezia assume il significato di una possibile svolta. La Lazio deve provare ad assicurarsi almeno 9 punti da qui al 22 maggio senza essere certa di lasciarsi dietro in classifica minimo due rivali. Nella volata con Italiano e Gasperini è compresa la Roma di Mourinho.

Immobile, i numeri sono da record

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Immobile, i numeri sono da record

Quota 150

All’alba del campionato, le prospettive laziali erano differenti. Dopo il debutto di Empoli, Sarri ne rifilò sei a Thiago Motta, vicino alla salvezza ma non così tanto da potersi ritenere tranquillo. Ciro, nel 6-1 dell’Olimpico, timbrò una tripletta. Era la fine di agosto. Ora cerca i gol per lo scatto verso l’Europa e staccare Vlahovic, centrando il quarto titolo dei marcatori in carriera. Sarebbe il terzo in biancoceleste, uno ogni due anni: il primo risale al 2018 e Inzaghi perse la Champions all’ultima giornata, il secondo risale al 2020 e la Lazio arrivò quarta dopo aver conteso lo scudetto (prima del lockdown) alla Juve di Sarri e all’Inter di Conte. E’ la prima uscita di Immobile al Picco, ma sono già 4 i gol nei tre precedenti con lo Spezia. Un’altra prodezza e Ciro raggiungerebbe Hamrin, ex Fiorentina: 150 gol con lo stesso club in Serie A. Conduce Totti con 250 marcature distribuite in 23 stagioni. Seguono Nordahl (Milan), Meazza (Inter), Di Natale (Udinese), Del Piero e Boniperti (Juventus), Riva (Cagliari) e Batistuta (Fiorentina).

Le prospettive di Immobile

Batigol (183 per l’almanacco Panini) è vicinissimo anche nella classifica dei marcatori “all time” della Serie A a girone unico. Segnando con Torino e Milan, Immobile ha raggiunto e scavalcato Quagliarella, diventando l’attaccante più prolifico ancora in attività in Italia. I record gli interessano nel modo giusto, divide i meriti con la squadra. L’estate scorsa, dopo l’addio di Inzaghi, si era speso con Lotito caldeggiando l’arrivo di Sarri. Ha un bel feeling con Mau, lo ha sostenuto all’interno dello spogliatoio e sul campo, dove dimostra di possedere stimoli intatti e umiltà: a 32 anni ha ancora voglia di migliorare e di crescere. Benzema va per 35 e Lewandowski ne ha quasi 34, tanto per replicare a chi vorrebbe pensionarlo in anticipo dalla Nazionale. Ora vuole conservare un posto in Europa con la Lazio, possibilmente evitando il settimo posto e la Conference: nel 2022 ha realizzato 13 gol, doppiando il bottino del girone d’andata e superando DV7, che a Natale lo precedeva di tre lunghezze (16 contro 13). Serve l’allungo per centrare il traguardo.

Immobile ciclone del gol

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