La Juventus commemora la strage dell’Heysel: “Il ricordo durerà per sempre”

La finale di Champions League 2021-’22 si è giocata alla vigilia del 37° anniversario della tragedia dell’Heysel, verificatasi il 29 maggio 1985 prima della finale di Coppa dei Campioni tra il Liverpool e la Juventus.

Strage dell’Heysel, l’omaggio di Dalglish prima di Liverpool-Real Madrid

Per commemorare le 39 vittime di quella notte l’ex giocatore del Liverpool Kenny Dalglish, in campo quella notte a Bruxelles, ha deposto una corona di fiori sotto la curva occupata dai tifosi dei Reds, in un’altra serata segnata da scontri, anche se per fortuna senza conseguenze, tra i sostenitori del club inglese e la polizia prima dell’inizio della partita poi vinta 1-0 dal Real Madrid.

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Heysel, 37 anni fa una strage ancora senza un perché

Anche la Juventus ha ricordato la strage sul proprio sito ufficiale, riflettendo su una delle notti più orribili della storia del calcio di tutti i tempi e facendo riaffiorare nelle memorie di chi era davanti alla televisione, dei famigliari delle vittime o semplicemente di chi si è fatto raccontare quelle scene o le ha viste anni dopo in tv o sul web i ricordi di una carneficina evitabile, dopo la quale la finale si svolse regolarmente, su volontà dell’Uefa, con i giocatori delle due squadre ignari delle proporzioni del massacro avvenuto, con la Juve vincitrice per 1-0 grazie al rigore trasformato da Michel Platini.

Heysel, il ricordo della Juve: “Un giorno che ha segnato un prima e un dopo”

Questo il ricordo della Juve sul sito ufficiale: “Quando la memoria va a una tragedia incredibile, come quella che il 29 maggio del 1985 si verificò all’Heysel, in occasione della finale di Coppa dei Campioni che contrapponeva la Juve al Liverpool, le emozioni si accavallano. Ci sono i ricordi di chi era lì, quella sera, e che difficilmente da allora è riuscito a guardare una partita di calcio con la stessa gioia e la stessa serenità, perché il giorno dell’Heysel è uno di quelli che segna un prima e un dopo. C’è l’orrore di chi magari nemmeno era ancora nato allora, ma quando guarda quelle immagini, in un documentario, o su Internet, stenta a credere che siano vere, che siano successe. C’è poi il dramma, sempre vivo, delle trentanove famiglie che quella notte videro la loro vita cambiare. Le famiglie delle vittime, a cui non smetteremo mai di stringerci, nel pensiero e nel ricordo, oggi e tutti i giorni. Perché l’Heysel è un ricordo che dura – e deve durare – per sempre“.

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