Kenneth Taylor, l’Ajax presenta l’ultimo gioiello

Il soprannome gli è stato trovato sui social dai tifosi dell’Ajax: Ten Hag come Harry Potter, perché riesce sempre a inventare la soluzione giusta anche quando gli smontano la squadra, in virtù di una legge antica: quella delle plusvalenze. Rispetto alla semifinale di Champions del 2019, quando il sogno dell’Ajax si spense contro il Tottenham al 96’, per colpa del brasiliano Lucas Moura, Ten Hag ha perso l’asse centrale di quella squadra che regalava un calcio da playstation. Sono finiti tutti all’asta: da De Ligt a De Jong, da Van de Beek a Dolberg. Eppure, grazie a un lavoro profondo e a un altro ricambio generazionale di grande qualità, l’Ajax è tornato a divertire e a raccogliere applausi in Champions. Come il Bayern, la Juve e il Liverpool, il club olandese si è già qualificato per gli ottavi: un ingresso che vale un bonus di venticinque milioni. 

LA RIVOLUZIONE – Un rinnovamento così radicale non è costato all’Ajax un periodo di transizione. Dodici punti in quattro partite, dominio assoluto nel gruppo C, quattordici gol realizzati e due subiti. Solo Lewandowski ha segnato più di Sebastien Haller, centravanti franco-ivoriano, ventisette anni, che faceva la riserva nel West Ham e che Ten Hag ha voluto portare all’Ajax a gennaio. Spettacolo con il 4-3-3. E poco conta che in porta sia mancato a lungo Onana, squalificato fino al 3 novembre per l’uso di un medicinale proibito, in scadenza di contratto e nei piani dell’Inter per raccogliere l’eredità di Handanovic. In porta, nell’ultima sfida in casa del Borussia Dortmund, è stato schierato Pasveer, classe 1983: uno dei tre over 30 con Blind e Tadic schierati nella formazione titolare. Ha giocato a causa dell’infortunio di Stekelenburg.

LA NUOVA STRADA – Senza chiedere la luna al general manager Van der Saar e al direttore sportivo Overmars, Ten Hag ha costruito una squadra che fa invidia un po’ a tutti, senza tradire lo storico 4-3-3, marchio di famiglia. Mazraoui e Blind sulle fasce, Timber e Martinez al centro della difesa. Alvarez si muove nel ruolo di mediano, Klaassen e Gravenberch si alternano in fase di costruzione e nei blitz in attacco. Quadro completato dalla fantasia di Antony, dai dribbling di Tadic e dai gol in acrobazia di Haller. Turnover ricco, tante le carte: da Berghuis a David Neres, da Rensch a Tagliafico, da Schuurs a Kudus

SOTTO OSSERVAZIONE – Ten Hag sta lavorando anche su un altro talento: Kenneth Taylor. E’ un mediano-regista, ha 19 anni, è nato il 16 maggio del 2002 ad Alkmaar. Pressing, visione di gioco, la capacità di far correre i pensieri e il pallone: un metro e 82, nazionale olandese Under 21, 46 minuti e un assist in Eredivisie. Ha debuttato anche in Champions, nella gara d’andata in casa dello Sporting Lisbona. Viene paragonato, per stile e caratteristiche, al tedesco Toni Kroos, ma Ten Hag evita accostamenti che possano togliere serenità a Taylor. E’ entrato nel vivaio dell’Ajax quando aveva otto anni, era il 2010. Fu scoperto dagli osservatori mentre frequentava il campo del De Foresters. E’ molto amico di Van de Beek. Ha vinto l’Europeo Under 17 con l’Olanda di Peter Van den Veen. Il suo idolo è Georginio Wijnaldum, che ora gioca nel Paris Saint Germain e continua a essere il rimpianto del Liverpool e soprattutto di Klopp.

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