Juve verso la Champions: Allegri recupera mezza squadra

Energia nuova per la Champions. La Juve cerca in Europa la svolta per uscire dal baratro in cui è finita in questo inizio choc di campionato. Domani inizia l’avventura in coppa e Malmö rappresenta un’altra tappa fondamentale, questa volta nell’economia della stagione continentale. Non si può sbagliare e il refrain suona sinistro se arriva già all’alba del cammino ma i bianconeri si sono giocati qualche jolly di troppo in serie A. Così non ci sono alternative: serve una vittoria per prendere una boccata d’ossigeno e rimettersi in carreggiata, ottenendo quella fiducia, anche mentale, che solo i risultati sanno garantire. Massimiliano Allegri predica calma e lavoro, nella speranza che le cose piano piano si aggiustino e che il recupero di uomini importanti permetta di ritrovare la rotta. Ecco, un motivo per sorridere, almeno parzialmente, c’è: in Svezia, la Juve riacquisterà un volto più aderente alla normalità. Il tecnico recupera Chiesa, reduce dal risentimento muscolare patito in Nazionale e i cinque sudamericani, lasciati forzatamente a riposo dopo le fatiche delle qualificazioni mondiali e soprattutto, dei viaggi intercontinentali che si sono concluse a poche ore dall’impegno di Napoli. Ora Max dovrà pesare le condizioni fisiche dei singoli, ma è chiaro che riavere a disposizione Dybala, Bentancur, Danilo, Alex Sandro e Cuadrado, più l’ex viola, cambia nettamente lo scenario rispetto a sabato. L’attenzione del tecnico, in particolare, è sul colombiano, reduce da una gastroenterite che gli ha fatto ritardare il rientro in Italia, e su Chiesa ma entrambi dovrebbero partire titolari.

Juve, è il momento di Paulo Dybala

Bisogna necessariamente invertire il trend e i fari sono puntati tutti sulla Joya. «Questa sarà la Juve di Dybala, lui è il giocatore chiave per questa squadra ed è una cosa riconosciuta da tutti all’interno» è stata l’investitura di capitan Chiellini. Il dopo-Ronaldo passa principalmente da Paulo, insomma, anche se lo choc dell’addio del portoghese non è ancora stato metabolizzato. «Andrà cambiato il modo di giocare», ha ammesso Giorgione e questo è uno dei nodi da sciogliere. Prima tutti giocavano per il fenomeno; adesso servirà più coralità

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