Juve, le scelte di Allegri: Chiesa jolly, torna Bremer

Gira che ti rigira, il dubbio di Max Allegri è lo stesso ormai da qualche giorno. È dall’immediato post-Udinese che dalle parti della Continassa si ragiona sull’utilizzo di Federico Chiesa: continuare a sfruttarlo come arma tattica per spaccare la partita a gara in corso o lanciarlo finalmente titolare dopo un anno e quattro giorni dall’ultima volta? A tale proposito è rimasto possibilista lo stesso tecnico bianconero nella conferenza stampa della vigilia. Ma alla fine, le prove generali hanno visto la Juve prendere le misure con un assetto del tutto simile a quello che sabato scorso ha battuto l’Udinese: quindi con Weston McKennie a tutta fascia sulla destra, con il rilancio dal primo minuto dei soli Gleison Bremer e Nicolò Fagioli.

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Notte di pensieri

C’è ancora spazio per una notte di pensieri, spesso ha portato il consiglio ad Allegri di stravolgere tutto o cambiare almeno qualcosina, ma i recenti equilibri ritrovati – e le otto vittorie di fila che gli hanno fatto risalire la classifica – dovrebbero portare al Maradona una Juve con il maggior numero possibile di certezze. E pure di alternative da poter utilizzare nel secondo tempo, con l’obiettivo di partire con calma e chiudere forte o fortissimo. 

In campo

Ecco quindi la formazione provata e riprovata nell’allenamento di rifinitura. In porta Wojciech Szczesny, chiamato anche a prolungare la striscia di inviolabilità (condivisa con Mattia Perin) che in campionato prosegue da 756 minuti: basta un tempo per trasformarla nella quarta più lunga della storia in serie A. Davanti al polacco fiducia totale al trio di brasiliani composto da capitan Danilo, Bremer e Alex Sandro. Sulle fasce c’è quindi Mckennie favorito sulla destra e Kostic a sinistra, con Fagioli in vantaggio sui vari Paredes e Miretti per completare la mediana al fianco di Locatelli e Rabiot. Davanti poi via libera al genio di Di Maria per ispirare l’ex con il dente avvelenato Milik. 

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In panchina

Così dovrebbe partire la Juve. Ma nel piano partita di Allegri conta anche o forse di più la Juve che la concluderà. I sei gol segnati negli ultimi cinque minuti (più recupero) parlano chiaro riguardo alle caratteristiche della formazione bianconera. Intanto aspettando il recupero di tutti gli infortunati, la panchina si sta comunque già pian piano allungando: in rampa di lancio (a destra o a sinistra) c’è Chiesa ovviamente, ma non è l’unico. C’è pure Kean pronto a dare il cambio a una delle due punte. Con due Paredes e Miretti (nel caso giocasse Fagioli) sicuri subentranti per tenere alto il ritmo a centrocampo, senza dimenticare l’energia e la freschezza dei baby Iling-Junior e Soulé, già capaci in passato di fornire un contributo importante nei minuti finali. Che è quello che potrebbe servire alla Juve per l’ennesima zampata.

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