Juve, Inter e Milan pronte alla rivoluzione: febbraio caldo per il calcio italiano

La strada per riformare il calcio italiano è lunga e in salita, ma segnata. Se poi si taglierà il traguardo o no bisognerà attendere fine febbraio, inizio di marzo. Intanto ieri pomeriggio, a Roma, il presidente federale Gabriele Gravina ha interloquito con i dirigenti di Juventus, Inter e Milan (Calvo e Marotta presenti, Scanavino e Scaroni videocollegati) che hanno voluto offrire ulteriore linfa e spinta affinché la Federcalcio proceda in maniera determinata sulle riforme che dovranno consentire al sistema calcio di poggiare su basi più solide di quelle attuali. Le tre big hanno ribadito la loro posizione favorevole alla riduzione delle squadre della massima divisione da 20 a 18 ma in ballo non c’è soltanto questo.

Calcio italiano, costi da contenere

In realtà per centrare l’obiettivo di “raffreddare” i costi del mondo del pallone, Gravina ha in mente un complesso di nuove regole che mirano anche a neutralizzare a monte i meccanismi di indebitamento che accomunano troppe società e non solo (dalla rimodulazione dell’indice di liquidità, all’aumento dei controlli e l’introduzione di maglie economiche più strette, alla valorizzazione dei giovani). Il lavoro a stretto contatto con la Deloitte si spiega anche per questa ragione.

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