Jolly prezioso. E adesso anche decisivo: così Danilo è diventato protagonista

Il brasiliano fresco di gol contro il Sassuolo è sempre più al centro del nuovo corso bianconero. Versatilità e concretezza lo rendono sempre più indispensabile

Così Danilo si era presentato a Torino, con un gran gol al Napoli dopo nemmeno 30 secondi dal suo esordio con la maglia della Juventus. Così ci rimane in mente almeno fino alla sua prossima partita, con la bella rete di potenza che ha sbloccato la non scontata partita contro il Sassuolo di domenica sera. In mezzo, una crescita spaventosa che probabilmente nessuno si sarebbe aspettato dal brasiliano nel momento in cui è approdato in bianconero come contropartita di Joao Cancelo, diretto un anno e mezzo fa al Manchester City di Pep Guardiola. Adesso, però, Danilo è un jolly preziosissimo per Andrea Pirlo, un giocatore praticamente insostituibile che quando serve sa anche essere decisivo: in sostanza, è un top player.

Il cartellino

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Come quando l’impiegata dell’ufficio amministrazione controlla le timbrature in vista delle paghe: l’anno scorso Danilo ha giocato 32 partite per 2152 minuti in campo con la Juventus (media di 67,25 minuti a partita). Due reti, quella lampo dell’esordio e il gol in casa del Sassuolo a luglio, e nessun assist. Il ruolo, terzino nella difesa a quattro di Maurizio Sarri: solitamente a destra, per necessità talvolta a sinistra. In questa stagione, a due giornate dal giro di boa, siamo già a 21 presenze per 1784 giri d’orologio (media di quasi 85’ a gara!), con una rete e tre assist in cascina. Andrea Pirlo lo ha schierato titolare per 19 volte, in due occasioni lo ha fatto subentrare e solamente in casa del Genoa il brasiliano è stato uno spettatore non pagante dalla panchina. Solo Rodrigo Bentancur ha inanellato così tante presenze totali tra i compagni di squadra, ma l’uruguaiano ha addirittura 400 minuti in meno sul contachilometri.

L’incastro

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In una stagione tortuosa e complessa come quella attuale, Danilo sembra il sogno di ogni allenatore in quanto a versatilità. È come se, in un puzzle di estrema difficoltà, ci fosse una tessera passepartout in grado di far trovare sempre la quadra all’immagine senza forzature e alterazioni. Così il brasiliano si è adattato a terzo centrale di difesa ed è stato impiegato come terzino su entrambe le fasce. Non solo, perché al di là del ruolo sono state proprio le sue mansioni a essere molteplici per un giocatore multitasking. Si è dimostrato un difensore in grado di difendere e di spingere, di cambiare l’impostazione e la propensione in base ai dettami tattici, alle avversarie e ai momenti della partita. Ogni tanto si è esibito in break offensivi palla al piede, ma quasi sempre utili e mai fini a sé stessi. L’impressione generale è che sia sempre a totale disposizione della squadra, qualsiasi cosa gli venga chiesta di fare. Una dedizione che è, appunto, il sogno di ogni allenatore.

Dieci in pagella

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E alla fine è arrivato anche il gol, quando la squadra non riusciva a penetrare le maglie neroverdi del Sassuolo e serviva un coniglio dal cilindro. Perché prima di tutto Danilo è un giocatore efficace, senza ghirigori ed effetti speciali fumosi. Il brasiliano è così diventato il nono giocatore bianconero a segno in questa stagione, nella stessa partita in cui Aaron Ramsey è diventato poi il decimo. Così la Juventus sembra anche aver fatto un passo avanti nella distribuzione delle marcature, che per un paio di mesi è sembrata prerogativa di Ronaldo e Morata e che distingueva i bianconeri dalle dirette concorrenti, più varie nei nomi a tabellino. Mancano ancora all’appello calciatori come Alex Sandro, Arthur, Bentancur, Bernardeschi, Cuadrado e de Ligt, che difficilmente chiudono una stagione senza reti all’attivo, ma già la doppia cifra di giocatori in gol è un ottimo segno. Soprattutto in vista del big match di San Siro contro l’Inter, in cui servirà l’aiuto di tutti. E Danilo, stiamone certi, non mancherà.

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