Inter, ora la Juve: riecco la Lu-La. E il nuovo Perisic carica: “A Torino per vincere”

Squalificati Vidal e Sanchez, pronti Gagliardini e Lautaro. La carica del croato pensando (anche) alla Serie A: “Siamo primi, conta solo questo”

In Coppa Italia niente Vidal e Sanchez (squalificati), dall’inizio riecco Hakimi e Lukaku: se mettesse il tutto sulla bilancia, probabilmente Conte sorriderebbe (magari senza farlo vedere) ripensando alla semifinale d’andata, perché i due cileni finora hanno girato solamente a tratti, mentre i due pezzi da 90 sono mancati come l’aria nel k.o. del primo round contro la Juventus e sono sempre e comunque delle certezze assolute.

Vero, ieri sera Romelu non è stato Big come al solito, tuttavia non serve rispolverare le sue statistiche per capire quanto sia clamorosamente determinante in questa Inter: 20 gol stagionali sono tantissima roba, in Europa pochi sanno fare reparto quanto lui. Martedì moltissimo della chance-qualificazione dell’Inter passeranno dai suoi piedi, dai suoi chili, dal suo carattere.

Brozo dal 1’, poi Eriksen?

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Accanto a lui Lautaro: di fatto l’unico altro titolare a disposizione di Antonio considerando che in panchina ci sarà solo il giovane Pinamonti. Il Toro, fresco di paternità e di due centri tra Benevento e Juventus, deve proseguire per scacciare quei fantasmi che ancora lo considerano niente di più che un potenziale “top”. E quale miglior occasione per trascinare l’Inter in un match così pesante come un derby d’Italia da rimonta? Non saranno soli, ovviamente, lui e Romelu. In regia ci sarà Brozovic a inventare (in panchina scalpita Eriksen, possibile arma per il secondo tempo), accanto l’attuale miglior centrocampista italiano (Barella) e Gagliardini, positivo al Franchi entrando nella ripresa. Sugli out uno strepitoso Hakimi e un Perisic probabilmente riconfermato in sfavore di uno Young un po’ in affanno nelle ultime settimane. In difesa, davanti ad Handanovic, non si cambia con il solito tris Skriniar-De Vrij-Bastoni.

Riecco Ivan… il terribile

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Occhio proprio a Perisic, finalmente “terribile” come il suo nome (Ivan) suggerirebbe. Non ama parlare e posizionarsi davanti alle telecamere, ma dopo 191 match ufficiali in nerazzurro diventa quasi un obbligo quantomeno provare a essere un leader. Anche pubblicamente: “In classifica siamo lì davanti, per il momento siamo primi ed è ciò che conta: adesso andiamo a Torino per vincere”, così ha gonfiato il petto dopo lo 0-2 sulla Fiorentina nel quale ha segnato il bis risultando (finalmente, verrebbe da dire) decisivo. D’altronde, chi è reduce da un Triplete conquistato con uno squadrone come il Bayern Monaco dovrebbe trascinare un’Inter che “studia” da top team. Bene, Ivan: la nuova versione piace ai tifosi nerazzurri. Una versione che a Torino servirebbe parecchio.

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