Inter, occhi su Gudmundsson o Raspadori

Due profili in cima alla lista. Ma anche una scelta da fare. Per aggiungere un ulteriore rinforzo al reparto offensivo, oltre a Taremi, l’Inter ha messo nel mirino Raspadori e Gudmundsson. Uno dei due, insieme all’iraniano, e ovviamente al tandem titolare Lautaro-Thuram, renderebbe l’attacco di Inzaghi esplosivo. Il tecnico nerazzurro, insomma, potrebbe gestire nel migliore dei modi stanchezza ed eventuali infortuni: evidentemente, come non è accaduto quest’anno. Già, ma chi puntare allora tra il napoletano e il genoano? A chi dare la priorità? Tra viale Liberazione e la Pinetina, si sta ragionando proprio su questo, facendo emergere vantaggi e criticità delle due operazioni.

Raspadori: italiano, esperto e duttile

Partendo da Raspadori, a suo favore c’è sicuramente il passaporto. Da anni, infatti, in casa nerazzurra vengono privilegiati i giocatori nostrani. Pesa, ad esempio, il fatto che non abbiano bisogno di ambientamento, conoscendo la serie A, a differenza degli stranieri alla prima esperienza nel calcio italiano. Raspadori, inoltre, è una certezza della Nazionale: significa che è già abituato a giocare con diversi nerazzurri, visto che il contingente più consistente in azzurro lo fornisce proprio l’Inter. Peraltro, con i suoi 24 anni appena compiuti, l’attaccante di Bentivoglio è ancora in una fase di crescita della sua carriera, con mezzi evidentemente ancora da scoprire e da far esplodere. A Napoli, il suo percorso si è complicato e cambiare maglia potrebbe aiutarlo a rilanciarsi. Sotto il Vesuvio, anche al di là dello scudetto conquistato l’anno scorso, ha cominciato a calpestare i palcoscenici più prestigiosi, compreso quello della Champions, dove è riuscito ad essere protagonista. Insomma, in nerazzurro potrebbe essere gettato nella mischia in qualsiasi situazione. Per di più, potendo sfruttarlo sia da prima sia da seconda punta: quello che in un certo senso è Lautaro, di cui sarebbe l’alter ego ideale.

Gudmundsson: dribbling, punizioni e costo

Gudmundsson, invece, là davanti preferisce avere un punto di riferimento che gli permetta di svariare su tutto il fronte offensivo. Tra le sue doti, però, c’è quella di sapere puntare e saltare l’uomo. Beh, all’Inter questo tipo di caratteristica manca, o latita. Si tratterebbe, dunque, di una preziosa aggiunta. Che permetterebbe, ad esempio, di risolvere partite divenute difficili da sbloccare o da recuperare, con un avversario, magari, particolarmente abile a chiudersi nella propria area. Quel tipo di gare possono essere risolte anche da un calcio piazzato. Inzaghi ha già a disposizione fior di interpreti, come Çalhanoglu e Dimarco, senza dimenticare la facilità di calcio di Asllani. Ebbene, l’islandese sarebbe uno specialista in più, per sfruttare al meglio ogni opportunità. A proposito di opportunità, Gudmundsson è anche più facile da raggiungere. Non ci sarebbe da abbattere il muro che De Laurentiis è già pronto ad erigere per Raspadori. Costa anche qualche milione in meno: poco più di 30 rispetto ai 40 dell’azzurro. E, nell’affare, potrebbero anche essere studiate formule particolari, come il prestito con obbligo di riscatto, oltre all’inserimento di qualche baby nerazzurro. Ora che tutto è sul tavolo: si tratta solo di pescare la carta giusta…


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