Inter, missione compiuta: Sheriff arrestato e ottavi più vicini

Brozovic, Skriniar e Sanchez a segno nella ripresa: moldavi sorpassati al secondo posto. Vincere il 24 con lo Shakhtar potrebbe già garantire la qualificazione

Missione compiuta. Dopo il 3-1 del Meazza, l’Inter bissa il successo sullo Sheriff grazie alle reti di Brozovic (il migliore in campo), Skriniar e Sanchez, prima dell’inutile incornata nel finale di Traore, e lo scavalca al secondo posto. Prova di grande maturità dei nerazzurri, che dominano dall’inizio, sprecano molto ma concedono poco o nulla. A due turni dalla fine del girone, le prospettive sono ribaltate. Battendo il 24 novembre al Meazza lo Shakhtar fanalino di coda, i nerazzurri sarebbero certi della qualificazione. A meno che lo Sheriff non superi il Real capolista, ma non ancora qualificato.

Le scelte

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Rispetto al match d’andata, Vernydub cambia il portiere (torna il titolare Athanasiadis, assente al Meazza per infortunio) e preferisce Yakhashiboev a Bruno. Inzaghi invece ripropone Darmian a destra e inserisce Dimarco a tutta fascia, al posto di Perisic e non in difesa per Bastoni come si ipotizzava alla vigilia. Con Barella e Brozovic c’è Vidal, davanti tornano Lautaro e Dzeko.

Assalto vano

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Lo Sheriff ha riscritto la storia della Champions alla voce (non) possesso palla – meno del 30% medio – e per attaccarlo serve la pazienza di Gandhi. I moldavi infatti sono tutti dietro la linea della palla e invitano l’avversario ad accamparsi nell’altrui metà campo, sperando di azzeccare una ripartenza. L’Inter non si tira indietro. Anzi, dopo avere rischiato su un blitz di Cristiano per Kolovos (5′) inizia a macinare gioco ed occasioni da gol, senza subire quasi nulla perché il vero capolavoro di serata sarà la riconquista del pallone, sempre altissima. Pur avendo in panchina gli unici due che amano saltare l’uomo (Perisic e Correa), i nerazzurri sfondano in tutti i modi, tra cambi di gioco, sovrapposizioni e inserimenti centrali. Più che sulla fascia, Dimarco fa la spola tra le due bandierine per battere corner velenosi che però Dzeko (poi murato da Athanasiadis dopo un gran numero), Lautaro e Bastoni non trasformano in oro. Il problema è che nella prima frazione si contano dieci occasioni dieci per passare (di cui tre clamorose), ma il tabellone dice ancora 0-0. E sul destro dal limite di Lautaro (39′) che si stampa sul palo il pensiero va ai regali sottoporta già visti contro Real e Shakhtar.

Uno due tre

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Il secondo tempo riprende con una novità annunciata per la filosofia di Inzaghi: dentro Dumfries per l’ammonito Darmian. Il copione è sempre lo stesso, l’Inter preme e lo Sheriff si schiaccia in un 4-5-1 con Kolovos mezzala e Traore e Castaneda ad arrancare sulle fasce. E al 54′ il muro crolla, complice l’ennesimo recupero palla molto alto di un Vidal guerriero e il sangue freddo di Brozovic che finta col sinistro facendone fuori due e non sbaglia di destro, complice un tuffo comico quanto efficace del compagno di camera Barella, che era sulla traiettoria. Ora lo Sheriff è costretto a reagire, anche se Vernydub al 61′ toglie l’ammonito Addo per Radeljic, che sarebbe un difensore ma si piazza al fianco di Thill. Inzaghi risponde con Perisic per Dimarco. Mancherebbe il kicker, ma Brozo fa anche questo. Al 66′ batte lui il corner su cui De Vrij colpisce a colpo sicuro. Athanasiadis fa il miracolo e si ripete sul tap-in di Skriniar, che alla fine sfonda comunque. L’ultimo quarto di gara diventa di pura gestione, con Inzaghi che fa entrare Correa e Sanchez. Il cileno impiega una manciata di secondi per calare il tris, complice un Dulanto impresentabile. Si può iniziare a pensare al derby, come dimostra l’amnesia finale su Traore. Un’altra partita da vincere per forza per riaprire anche il campionato.

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