Inter, la strategia di mercato: la chiave dei Mondiali

INVIATO AD APPIANO- Nonostante l’Inter stia facendo il possibile (e forse anche l’impossibile) per trattenere Milan Skriniar e accontentare sia le esigenze tattiche di Inzaghi sia le aspettative della tifoseria, la necessità di chiudere il mercato 2022-23 con un saldo attivo tra i 60 e gli 80 milioni c’è ancora. E le cessioni di Di Gregorio (4) e, quando si concretizzerà, quella di Pinamonti (tra i 15 e i 20), da sole non basteranno. Ci vorrà molto di più per far quadrare i conti. Non vendere nessuno dei big in questa finestra estiva è un rischio perché di solito a gennaio di affari “grossi” ne vengono perfezionati pochi ed entro il 30 giugno, quando devono essere chiusi i bilanci, gli affari con parecchi zeri chiusi non sono molti. I dirigenti di viale della Liberazione hanno però due fattori che giocano a loro favore, due variabili da non sottovalutare che li spingono a considerare tutt’altro che scontato l’addio entro l’1 settembre del forte difensore slovacco.

Passerella mondiali

Il primo è legato alla Coppa del Mondo in Qatar che del 21 novembre al 18 dicembre sarà una grande vetrina prima dell’apertura del mercato di gennaio: per chi ha bisogno di un rinforzo, quale migliore occasione che andare a prendersi gli elementi più in vista del Mondiale? Della rosa dell’Inter non voleranno in Qatar, tra gli altri, Bastoni, Barella, Dimarco, Dzeko e Skriniar mentre, tra i giocatori di proprietà, ci saranno Dumfries, De Vrij, Martinez, Correa, Onana, Brozovic e Gosens. Facile immaginare che se qualcuno si mettesse particolarmente in luce, dalla Premier potrebbe arrivare una proposta irrinunciabile. Per acquistarlo subito o per prenotarlo in vista della prossima stagione. La Coppa del Mondo, per la prima volta nel cuore della stagione, può essere un booster per il mercato nerazzurro.

Estate vuota

E poi c’è la chance di vendere il prossimo giugno, quando non sono previsti né Europei né Mondiali e dunque i vari club potranno programmare gli acquisti per tempo. Prendete per esempio quello che è accaduto entro il 30 giugno scorso ovvero senza rassegne continentali in calendario: avevano già trovato squadra, spostando in alcuni casi cifre importanti, Lukaku, Pogba, Perisic, Haaland, Mané, Nunez e Tchouameni. D’accordo, la Serie A terminerà il 4 giugno e la finale di Champions è in calendario il 10, ma il tempo per piazzare allora il “colpo” necessario per il bilancio c’è. Senza indebolire adesso una rosa che, pur senza Bremer, è giudicata da scudetto.

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