I rebus di Mancini: come potrebbe cambiare l’Italia a Belfast

Il c.t. perde anche Bastoni, Calabria e Biraghi, in difesa scelte quasi obbligate. In mezzo e in attacco prendono quota Tonali e Scamacca. Il c.t. nel frattempo rimane fiducioso: “Dobbiamo fare la nostra partita e andare al Mondiale”

Due giorni per confermarsi sapiente manager delle Risorse Umane. Da oggi – ma probabilmente aveva cominciato già ieri sera sul pullman che lo riportava assieme ai suoi ragazzi in hotel – Roberto Mancini inizierà le valutazioni in vista di Belfast. Quella che avrebbe dovuto essere l’ultima sfida da affrontare in scioltezza, con lo spirito leggero di una squadra blindata dalla classifica, è diventata una scialuppa di salvataggio che deve assolutamente riportare l’equipaggio a terra sano e salvo. E sarà proprio a Belfast che, mai come questa volta, conterà il concetto dei “tutti titolari” magnificamente messo in pratica all’Europeo. Perché in Irlanda del Nord l’Italia è destinata a cambiare volto. Due giorni, appunto, per capire e decidere, anche in base alle defezioni che beffardamente aggiornano di ora in ora le note dall’infermeria. Una cosa è però molto probabile: l’undici di partenza sarà diverso da quello visto all’Olimpico. E potrebbero esserci cambi in tutti i reparti. Ecco le ipotesi di lavoro.

Difesa

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La coppia centrale non cambierà. Davanti a Donnarumma ci saranno ancora Bonucci e Acerbi, in panchina ci sarà anche Ferrari, chiamato al posto di Chiellini. Possibile che anche la coppia di difensori laterali non muti: di prima mattina era parso plausibile che Calabria rilevasse Di Lorenzo sulla fascia destra, ma il forfait del milanista riduce ulteriormente le scelte del c.t., cui restano solo il convocato d’emergenza Davide Zappacosta e Gianluca Mancini come alternativa al giocatore del Napoli, visto che anche Biraghi – per ragioni personali – dovrà rinunciare alla trasferta in Irlanda del Nord.

Le defezioni di Bastoni, che ieri non è nemmeno andato in panchina, e Calabria, sono state una vera mazzata. Il vicecapitano del Milan viaggiava su ottimi livelli di rendimento fin dall’anno scorso, ha affinato la fase offensiva e Mancini avrebbe voluto affidarsi a lui.

Centrocampo

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Si parla di Milan anche in mediana. L’ingresso di Tonali con la Svizzera ha cambiato volto all’Italia, restituendole identità di gioco, aggressività e pericolosità. Sandro, come aveva specificato Mancini, piò giocare in tutte e tre le posizioni, ma difficilmente il c.t. rinuncerà a Jorginho, sebbene il Professore – al netto del rigore sbagliato – sia apparso sotto tono all’Olimpico. Tonali quindi prenderà il posto di uno fra Barella e Locatelli e qui le valutazioni sono piuttosto complicate. Barella è l’uomo a cui Mancio non rinuncerebbe mai, ma fino a questo momento tra Inter e Nazionale non si è mai fermato. E ieri si è visto bene. D’altra parte anche Locatelli ha offerto una prova tutt’altro che spumeggiante. Tonali prenderà il posto di uno dei due.

Attacco

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Ed eccoci alle dolenti note. Ovvero al reparto che più di tutti è chiamato a essere decisivo in Irlanda. Decisivo come raramente è successo nelle ultime uscite. Certezze scolpite nella pietra ovviamente non ce ne sono, ma è ragionevole pensare soprattutto a due cose. La prima: Belotti stavolta partirà dalla panchina. La seconda: Berardi giocherà dall’inizio. Sono peraltro le sentenze, sotto gli occhi di tutti, della sfida con la Svizzera. Il Gallo è troppo lontano da una condizione accettabile, mentre l’esterno del Sassuolo è stato il giocatore che, assieme a Tonali, ha cambiato faccia all’Italia nella ripresa. Con Berardi a destra e Insigne a sinistra (Lorenzo non ha di certo entusiasmato, ma alle sue potenzialità non si può rinunciare nella partita decisiva), la domanda è sempre la stessa: chi al centro dell’attacco? Due opzioni: la conferma del falso nove, con cui l’Italia ha giocato l’ultima mezzora contro la Svizzera, o spazio a Scamacca. Nel primo caso si spazia da Insigne a Chiesa, fino a Bernardeschi. Se davvero fosse falso nove, l’ipotesi più probabile sarebbe Insigne al centro con Berardi e Chiesa ai suoi lati. Scamacca invece sarebbe una prova di coraggio da parte di Mancini, dal momento che Gianluca fin qui in azzurro conta 29 minuti, quelli contro la Lituania. Ma, di fronte al poderoso muro difensivo irlandese, un centravanti di ruolo e dal fisico importante avrebbe senz’altro il suo perché.

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