Handanovic, 52 secondi da urlo: così il portiere spazza via le critiche

Tre interventi (due strepitosi) a inizio ripresa sullo 0-1: Samir blocca Ibra e Tonali, il successo nel derby passa (anche) dalle sue manone

Non era diventato scarso dopo qualche errore di troppo, magari banale e non da lui. Non diventa un fenomeno oggi, dopo due-tre parate determinanti, inoltre nel momento più delicato per l’Inter: Samir Handanovic rimane comunque nella propria dimensione, che riguarda i portiere di sicura affidabilità. Quelli dell’”usato sicuro”, perché no anche dell’“avercene di portieri del genere”. Probabilmente ha pagato il fatto di essere capitato in una delle ere più difficili nella storia recente dell’Inter: forse per questo il grande, vero salto di qualità per raggiungere i super top del ruolo non è mai arrivato. Questa, però, è un’altra storia: oggi merita gli applausi per il tris di parate all’inizio del secondo tempo, sul momentaneo 1-0 per l’Inter. Il derby, probabilmente, si è deciso soprattutto lì.

Top su Zlatan e Tonali

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Nel giro di un minuto (esattamente 52″, a cavallo dal 47′ al 48′) prima si oppone due volte a Ibrahimovic, poi al destro dal limite di Tonali. E se quest’ultima appare forse come una smanacciata più per i fotografi (spinto anche dalla carica del momento, chi conosce il ruolo sa che ci può stare), il primo e soprattutto il secondo intervento meritano un’attenta analisi: un polso a pugno chiuso e un braccione sul bis di Zlatan. In 52″’ Samir ricorda a tutti che il repertorio è (quasi) completo: senso della posizione e tecnica assoluti, idem i riflessi. Qualità che chiunque conosceva, tra i pali è sempre stato un gigante. Le lacune riguardavano altro.

Il difetto e la domanda

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Di certo un’affinità da migliorare nelle uscite alte – non proprio un must per Handanovic – e una “fame” nel provarci quando il tiro sembra imparabile. Pure oggi è accaduto, al 33’ del primo tempo: destro di Theo Hernández, palla che sfiora il palo alla sua destra senza l’accenno della parata. Sarebbe stato un gol imprendibile, tuttavia il messaggio del corpo è sempre importante: “Provaci e spingi più che puoi. Se poi entra, hai fatto il tuo comunque”, ripete ogni preparatore a qualsiasi bambino che inizia a sognare tra i pali. Samir, per ora, ancora ci rinuncia. Non sappiamo il reale motivo, sarebbe interessante chiederglielo direttamente. Perché questo difetto stona parecchio nel repertorio di un portiere così forte.E che oggi (se mai ce ne fosse il bisogno) si è ripreso l’Inter.

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