Guendouzi e Tudor: patto per la Lazio

ROMA – Tudor sa che Guendouzi ha la vocazione del suo calcio: spirito battagliero. Guendouzi sa che con Tudor si può andare all’assalto. Sono fatti l’uno per l’altro anche se a Marsiglia sono stati uno contro l’altro. Tutto chiarito, dicono. Tudor e Guendouzi si sono rivisti ieri a Formello, è stato il primo incontro. Il francese è rientrato dalla nazionale e si è subito messo a disposizione del suo vecchio allenatore. Si sono salutati, hanno parlottato. Ognuno ha bisogno dell’altro. Tudor per corazzare ancora di più il centrocampo. Guendouzi per consacrarsi ancora di più in Serie A. «Matteo non l’ho ancora visto ma è un vincente, ha una mentalità pazzesca che ci vuole in piazze esigenti», erano state le prime parole di Tudor nei confronti del francese. «Ha fatto cose belle al Marsiglia, anche se nel finale della scorsa stagione fu un po’ complicato per tutti e non siamo riusciti ad arrivare secondi, piazzandoci terzi. Ma Tudor aveva fatto bene anche al Verona e la sua idea di calcio può far danni alle altre squadre di Serie A», le parole di Guendouzi. Per fare danni intendeva ostacolare gli avversari, dargli battaglia.  

Il ruolo che Tudor darà a Guendouzi

Tudor a Marsiglia era partito subito con il francese titolare, schierato nel 3-4-2-1 accanto a Rongier. Guendouzi stava sulla destra. Insieme a loro c’erano Clauss e Tavares, due esterni a tutta fascia, da destra a sinistra. In tutto ha giocato 25 volte da titolare in Ligue 1, 33 apparizioni totali. Si sono registrati 2 gol e 4 assist. Nel totale dell’annata 2022-23, 43 presenze, 5 gol e 5 assist, è stata la sua seconda miglior stagione in carriera. Guendouzi ha segnato anche in Coppa di Francia e Champions. Era il mediano che garantiva a Tudor quantità, intensità, quelle doti che sono necessarie per impostare un calcio d’urto. Ma Igor non l’ha utilizzato solo da mediano, a volte anche da regista e trequartista avanzandolo nei due dietro la punta. Tutto bene fin quando non arrivò il periodo più duro. Le scelte di Tudor, ad inizio 2023, suscitarono delusione nel francese. Ci furono scintille. Nacque un botta e risposta sulla stampa francese. Tudor verso fine stagione ribaltò le gerarchie in squadra, contestò l’atteggiamento dei veterani. Finì ai margini Payet e con Guendouzi scoppiò la tensione. Nelle ultime 8 partite per tre volte Guendo finì in panchina. Tudor l’ha sempre considerato un giocatore prezioso, in conferenza ha spiegato che «Guendouzi vorrebbe giocare sempre, ma non è possibile. È sanguigno». Ripartono insieme, si sono promessi di capirsi meglio. Agguerriti, verso gli altri.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Precedente Lukaku, assist alla Roma: con la Champions può restare. Ma non basta… Successivo Napoli, Kvaratskhelia balla sul dolore: oggi la verità sull’infortunio

Lascia un commento