Gli Azzurri dicono ciao imbattibilità, ma la difesa è da record

La rete di Kalajdzic ha fissato il nuovo primato: l’Italia non prendeva gol da 1169 minuti

Dal nostro corrispondente Stefano Boldrini

27 giugno – Londra

È stata la notte dei gesti, non solo di quelli negati come l’inginocchiamento. Le mani sulla testa per la disperazione di Ciro Immobile dopo il palo colpito nel primo tempo. Il petto contro petto di Bonucci con Donnarumma dopo la punizione brivido dell’Austria nella ripresa. La rabbia di Insegne dopo un paio di occasioni fallite di una carezza. L’aria stralunata dell’intera squadra dopo il gol di Arnautovic annullato dalla Var. Il bacio metaforico di tutta l’Italia, tifo compreso, alla santa moviola che ha annullato la rete all’attaccante austriaco ex Inter: in un’altra era, quella del calcio senza tecnologia, sarebbe stato concesso.

Benedetta moviola

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Un nuovo santo da venerare. Visto che ci ha pensato poi Chiesa a portarci nei quarti, tutto regolare. L’abbraccio collettivo dopo il gol liberatorio, il pugno verso il cielo di Wembley di Roberto Mancini (dopo l’abbraccio con Vialli), che in questo stadio divenne principe di Manchester conquistando nel 2011 la FA Cup e aprendo il ciclo glorioso del City.

Il record

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E di record, come quello di imbattibilità, nelle mani di Dino Zoff con 1.143 minuti tra il settembre 1972 e il giugno 1974. Fu un calciatore haitiano, Emmanuel Sanon, a interrompere la serie. Il nuovo primato è stato condiviso da quattro portieri, Donnarumma più degli altri che si è tolto lo sfizio sul piano personale di superare quello di Walter Zenga in azzurro, 936’, frantumato da Caniggia nella semifinale mondiale del 1990. Come ha detto Zoff, ha un valore notevole anche un record ottenuto a più mani – a proposito di portieri -, perché poi il calcio è uno sport di squadra e si gioca in undici, anche se tra i pali è il più solitario di tutti. Il gol di Sasa Kalajdzic che ha spaventato l’Italia nel finale, fissa il nuovo limite della Nazionale a 1.169’.

Donnarumma

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Racconta il portierone azzurro: “Brividi, emozioni indescrivibili, una serata sofferta, ma fantastica. Ora godiamoci la vittoria perché è giusto così. Chiunque ci toccherà affrontare, cercheremo di vincere, di proseguire questo sogno. Il tifo si è fatto sentire, è stato bello anche in una situazione come questa avvertire il calore della gente. Wembley è uno stadio meraviglioso, il posto giusto per un’impresa come questa”. Ecco Leonardo Spinazzola, altro protagonista di questa serata. “È stata una grandissima sofferenza – racconta il romanista -. Sapevamo che avremmo avuto difficoltà di fronte alla loro fisicità, però siamo sempre stati sul pezzo. Abbiamo difeso e attaccato da squadra, non abbiamo mai mollato e alla fine abbiamo trovato i gol. Una delle morali di questa impresa è che siamo un grande gruppo. Siamo ventisei titolari, chi entra si cala subito nel copione, chi esce sprona chi resta. Io sono felice. Sto forse giocando il miglior calcio della mia carriera. Belgio o Portogallo? A questi livelli gli avversari sono tutti di livello eccelso. Per noi è importante recuperare le energie, è una delle chiavi nelle manifestazioni ravvicinate”.

Pessina

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Una serata di uomini, come Matteo Pessina, uno che sta diventando l’uomo chiave di questa Nazionale a suon di gol. Dopo quello decisivo al Galles, il bis, fondamentale anche questo. Pessina è un manifesto dell’Italia. Ha indossato le maglie di Monza, Milan, Lecce, Catania, Spezia, Verona, Atalanta. Si è costruito la carriera passo dopo passo, pezzo dopo pezzo. La medaglia di bronzo conquistata nei mondiali Under 20 nel 2017 gli ha fatto conoscere il palcoscenico internazionale. Ora si è preso quello europeo. Otto presenze e 4 reti in azzurro: sta nascendo una storia importante.

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