Gambia e Comore, la prima Coppa d’Africa non si scorda mai

In Camerun le due nazionali debutteranno nella massima manifestazione continentale. Gli isolani diventeranno il territorio più piccolo ad aver mai giocato il torneo. I gambiani, che hanno pescato anche dalla nostra Serie C, in difficoltà per i tanti positivi al Covid

L’incredibile viaggio di Scorpioni e Coelacanths, soprannome che deriva da una razza ormai rara di pesci, è giunto al traguardo. La prossima settimana il Gambia e le Isole Comore, la nazionale del piccolo arcipelago tra Madagascar e Mozambico, esordiranno per la prima volta nella Coppa d’Africa. Giorni pieni di storia, attesi da sempre. Diventati realtà grazie, anche, all’allargamento della competizione, portata negli scorsi anni da 16 a 24 squadre. Una motivazione in più per tutti quei calciatori che sognavano di misurarsi coi più grandi campioni del loro continente.

i più piccoli

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Così le Isole Comore diventeranno il territorio più piccolo ad aver mai giocato il torneo, record soffiato a Capo Verde che aveva debuttato nel 2013. Un Paese povero, una nazionale giovane, entrata nella Caf, la confederazione africana, nel 2003 e soltanto qualche anno dopo nella Fifa, che ora arriva al primo appuntamento importante. Una realtà calcistica costruita praticamente da zero, tanto che per i primi allenamenti i calciatori erano costretti a raccogliere di qua e di là il materiale necessario. In ogni caso, visto il mezzo miracolo compiuto dal c.t. Amir Abdou (49 anni) nella fase di qualificazione (arrivata con un turno d’anticipo a fine marzo, quando si era trovata con gli stessi punti dell’Egitto) sarebbe un peccato sottovalutarla. Nonostante, a conti fatti, il gruppo C sia impegnativo, con Marocco, Ghana e Gabon, contro cui giocheranno la prima gara il 10 gennaio, e la rosa non di primo livello. Una sorta di succursale della Francia, da cui hanno ottenuto l’indipendenza nel 1975, il Paese adottivo di tanti di questi calciatori che però, al momento, devono accontentarsi delle serie minori.

leader

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El Fardou Ben Nabouhane, 32 anni, attaccante della Stella Rossa di Stankovic, invece ha un po’ più di esperienza. Quasi un anno fa ha segnato al Milan in Europa League, è il migliore marcatore straniero del club serbo e quello della sua Nazionale. È stato il primo dell’arcipelago a firmare un contratto da professionista, al tempo coi francesi di Le Havre. Insomma, un faro per gli altri. L’altra certezza è il c.t. Abdou, in carica dal 2014 e capace di scalare 65 posti del ranking Fifa.

tormentati

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Il 12 gennaio sarà la prima volta in Coppa d’Africa anche per il Gambia, unica squadra della parte occidentale del continente ancora assente dalla rassegna, attesa dalla nazionale della Mauritania. Un altro viaggio tortuoso verso il Camerun, iniziato dai turni preliminari anche se, in questo caso, affrontato con una rosa un po’ più strutturata. La brillantezza dei giovani, unita all’esperienza di chi gioca in una prima divisione europea. Serie A compresa. È il caso di Omar e Ebrima Colley di Sampdoria e Spezia, Darboe della Roma e Musa Barrow del Bologna. Ma la pesca dell’allenatore Tom Saintfiet in Italia è arrivata fino alla C, con le convocazioni del centrocampista Yusupha Bobb (Piacenza) e del portiere Sheikh Sibi (Virtus Verona). Pure per il Gambia la qualificazione è arrivata con un turno d’anticipo grazie al gol di Assan Ceesay, attaccante 27enne dello Zurigo, contro l’Angola. “La differenza col passato è che adesso molti di noi giocano a un livello più alto – ha spiegato Musa Barrow del Bologna -, ma stiamo ricevendo anche una spinta maggiore dal pubblico e dal Governo”. Il Covid, al contrario, ha complicato tutto. Nei giorni scorsi, 16 dei 28 convocati sono risultati positivi al coronavirus e le amichevoli contro Algeria e Siria sono entrambe saltate. L’inizio del cammino nel gruppo F (completato da Tunisia e Mali) è già in salita.

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