Feyenoord, come costruire un miracolo con pochi soldi

ROMA – In Olanda lo definiscono un piccolo miracolo. Nessuno pensava che il Feyenoord potesse abbordare la Conference League con tanta autorevolezza, partendo dai preliminari e costruendo, dalla fase a gironi in poi, un cammino fatto di 8 vittorie, 4 pareggi e nessuna sconfitta. Che una squadra olandese si faccia rispettare in Europa non è certo un’anomalia, ma nel caso del nobile club di Rotterdam (in bacheca una Coppa dei Campioni, una Intercontinentale e due Coppe Uefa) la sorpresa è motivata dalle recenti sofferenze di bilancio, che hanno drasticamente ristretto i margini di manovra sul mercato. Basti pensare che i quattro milioni per riscattare a fine stagione Cyriel Dessers, attuale capocannoniere della Conference con 10 reti, in prestito dal Genk, vengono ritenuti un problema serio, come ha ribadito nei giorni scorsi Wim Kieft (ex Pisa e Torino negli anni Ottanta): «L’importo concordato è un sacco di soldi per il Feyenoord»

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Arne Slot, chi è l’allenatore del Feyenoord

Se miracolo è stato, l’artefice massimo è il quarantatreenne tecnico Arne Slot, arrivato a inizio stagione e subito capace di dare al mosaico biancorosso spirito e cuore. Aveva già fatto prodigi due stagioni fa, portando l’Az Alkmaar a giocarsi il titolo con l’Ajax, prima che l’emergenza Covid interrompesse il campionato. Al Feyenoord ha dovuto fare i conti con una rosa piuttosto ristretta, il che non gli ha impedito di viaggiare quasi al livello di Ajax e Psv, che lo precedono attualmente in classifica. Un po’ come ha fatto Mourinho a Roma, quando ha trovato la quadratura del cerchio non ha più toccato quasi nulla. Tanto che nelle ultime tre partite, le due semifinali con il Marsiglia e la gara di campionato vinta in casa del Fortuna Sittard, ha mandato in campo gli stessi undici con lo stesso modulo, il 4-2-3-1. Quasi superfluo dirlo, si tratta di un telaio giovanissimo (poco più di 24 anni l’età media), dinamico e aggressivo. Rilevante la media gol in Conference: 17 centri in sei partite, dagli ottavi di finale in poi. Meno affidabile la fase difensiva: lo 0-0 di Marsiglia, giovedì scorso, è stato il primo “clean sheet” nelle ultime 11 prestazioni europee. 

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Feyenoord, i protagonisti della Conference

Alcuni dei giovanotti di Slot hanno già una quotazione interessante. Il pezzo più pregiato non è Dessers, che del resto a fronte di un’ottima Conference non ha ancora sfondato in campionato (6 reti in 25 partite), ma il colombiano ventiduenne Sinisterra, un destro che giocando ala sinistra tende a convergere e andare al tiro. In più, inventa, salta l’uomo, piazza l’assist. Ai 6 gol segnati in Conference ne aggiunge 12 in campionato. Un problema non da poco per chi sarà deputato al suo controllo (Karsdorp e Mancini innanzitutto). Interessanti anche le due fonti del gioco, i mediani Aursnes e Kokçu, quest’ultimo arrivato al Feyenoord quattordicenne e già da tempo nel giro della nazionale turca. A coprire le spalle, assieme all’austriaco Trauner, c’è l’argentino venticinquenne Senesi, ex San Lorenzo, già seguito da alcuni club, Roma inclusa. 

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