Dzeko entra e ribalta il Sassuolo: l’Inter vince 2-1 ed è seconda

Dopo quelle di Verona e Firenze, altra vittoria in rimonta nella ripresa. Decisivo l’ingresso del bosniaco, autore dell’1-1 dopo il rigore di Berardi. Poi la decide dal dischetto Lautaro

E’ un’Inter perfetta ma indomabile quella che vince in rimonta lontano dal Meazza per la terza volta in 4 trasferte. Come Verona e Fiorentina, il Sassuolo va all’intervallo sull’1-0 ma non resiste alla reazione dei campioni d’Italia, trascinati da Dzeko, il cui ingresso ha rivoltato il match come un guanto. Dopo il rigore di Berardi, valutazione al limite di Pairetto su Handanovic nel finale di tempo. Poi Edin la decide segnando l’1-1 e procurandosi il penalty decisivo che Lautaro non sbaglia. Nerazzurri per una notte al secondo posto, a -1 dal Napoli capolista.

Le scelte

—  

Dionisi risolve il ballottaggio tra Raspadori e Scamacca facendo partire a sorpresa Defrel davanti al trio Berardi, Djuricic, Boga. Muldur preferito a Toljan sulla destra. Inzaghi risponde insistendo su Dumfries, con Perisic a sinistra. Torna Calhanoglu in mezzo, mentre Correa viene preferito a Dzeko per affiancare Lautaro.

Primo tempo

—  

L’Inter parte con quella fluidità di manovra mancata a Kiev e si rende pericolosa con Calha e Barella al termine di ottime azioni tutte di prima. Un errore di De Vrij costringe Handanovic alla parata su Defrel, ma a menare la danza sono i nerazzurri, con Frattesi e Lopez che faticano a tenere Barella e Calha. Due corner del turco e per due volte Bastoni sfiora l’impatto di testa. Il Sassuolo impiega un quarto d’ora a prendere le misure e quando riesce a innescare gli esterni crea problemi a una difesa poco pulita negli interventi. Dopo una serie di mischie gratuite, un errore in uscita di Barella libera Boga in area per l’uno contro uno con Skriniar. Lo slovacco abbocca e colpisce l’ivoriano per il rigore che al 22′ Berardi trasforma con un sinistro a fil di palo ad eludere il tuffo di Handanovic, che aveva intuito la traiettoria. La squadra di Inzaghi prova a rialzare il baricentro, ma senza un regista offensivo come Dzeko fatica a stanare gli emiliani. Correa prova a svariare, ma i suoi ricami sulla trequarti si schiantano contro il muro neroverde. L’Inter così è pericolosa soltanto sui piazzati, ma Consigli para su Barella da corner e Defrel salva sulla linea quando sulla punizione di Calha Dumfries l’appoggia per Perisic sul secondo palo. Berardi e soci sono una fisarmonica, umili ad abbassarsi e a ripartire senza allungarsi troppo. Quello che manca all’Inter, spesso scoperta sulle transizioni difensive. Se si aggiungono l’assenza di raccordo tra mezzali ed esterni (anche per il lavoro di Boga e Barardi), una certa indolenza di chi dovrebbe accendere la luce (Calha e Correa) e un Lautaro che corre a vuoto, il vantaggio dei padroni di casa all’intervallo ci sta. E i nerazzurri devono pure ringraziare l’arbitro Pairetto che valuta come contrasto di gioco l’impatto di Handanovic – che fa di tutto per evitare l’avversario – su Defrel. Una valutazione su cui il Var non interviene lasciando la decisione del campo.

Secondo tempo

—  

Il copione non cambia a inizio ripresa. Inter confusamente in avanti ma sfilacciata come un vecchio jeans sulle ripartenze, con Handanovic che di piede salva su Rogerio. Gli errori in uscita dei campioni d’Italia sono imbarazzanti e a sinistra Boga e Rogerio fanno ciò che vogliono. Handanovic si supera sullo stesso Boga e su Djuricic. Inzaghi si decide a cambiare qualcosa e al 57′ ne toglie addirittura quattro: fuori Bastoni, Dumfries, Calha e Correa per Dimarco, Darmian, Vidal e Dzeko. Passa una manciata di secondi e sul cross di Perisic Ferrari e Consigli leggono male e Dzeko, con un fiuto da centravanti che Correa non ha, di testa la pareggia. I due eventi in sequenza hanno l’effetto di ribaltare il mondo. Ora l’Inter è assatanata e arriva prima su ogni pallone, mentre il Sassuolo non trova più linee di passaggio pulite. Dionisi ci prova con Raspadori per Defrel. L’Inter a metà tempo rifiata e grazie a Djuricic riesce a far uscire i suoi. Quando la gara sembra addormentata, al 76′ Brozovic pesca Dzeko sulla corsa con un lancio geniale, Consigli frana sul bosniaco per il rigore che Lautaro non sbaglia. Il solito Dzeko la chiuderebbe all’81’ ma è in fuorigioco sul cross basso di Barella. I minuti finali si giocano box to box con adrenalina e acido lattico alle stelle, ma Dzeko, Boga e Vidal non trovano il bersaglio. Vince l’Inter. Vince soprattutto un super Dzeko.

Precedente Berardi come... Maradona: segna, aggancia Diego ed entra nella top ten dei rigoristi Successivo Nizza, tre punti col Brest e terzo posto. Pari del Montpellier

Lascia un commento