Doveva partire, gioca sempre. La grande occasione di Carles Perez

In questa stagione ne ha già giocate sette su sette. Gode della stima di Mou ed è in buone condizioni. Gli manca solo il gol…

La grande occasione di Carles Perez. Se le indiscrezioni della vigilia saranno confermate (e considerando la stima che Mourinho ha di Zaniolo un dubbio c’è) stasera l’attaccante catalano dovrebbe partire dal primo minuto contro l’Udinese. Il tecnico portoghese lo stima, è una delle alternative ai titolari che ritiene più pronta e credibile, e visto che tra tre giorni c’è il derby potrebbe dargli un’occasione dall’inizio facendo riposare Zaniolo.

SEMPRE IN CAMPO

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In questa stagione Perez ha giocato sempre, sette partite su sette, partendo titolare contro la Salernitana in campionato (Zaniolo era squalificato) e in Conference contro il Cska Sofia. Il gol non è ancora arrivato, ma a Mourinho piace molto il suo atteggiamento quando entra in campo e la capacità di incidere, spesso, anche a gara in corso. “Quello del Barcellona qui ancora non lo avete mai visto, ma per me è un’opzione”, ha detto l’allenatore qualche settimana fa. Non che al Barça Perez fosse titolare (13 partite e 2 reti) ma era comunque un giocatore stimato che veniva considerato un ragazzo di valore per il futuro.

PIÙ CONCRETO

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Arrivato a Roma poco prima della pandemia per 12 milioni (bonus esclusi, non sono maturati), classe 1998, ha un contratto fino al 2024 e sembrava destinato, in estate, a lasciare Trigoria per tornare in Spagna e giocare di più. Sono bastati pochi allenamenti per far cambiare idea alla Roma, che lo ha tolto dal mercato, e anche a lui stesso, che è rimasto per giocarsi le sue carte. Finora i fatti gli stanno, in parte, dando ragione, anche se da lui Mourinho si aspetta qualcosa in più, soprattutto in termini di concretezza. Stasera, se dovesse giocare titolare, e in futuro, magari replicando quel gol che ha fatto ieri in allenamento di sinistro, sul palo lontano dopo aver lasciato sul posto due difensori, e subito pubblicato sui social. La fiducia dell’allenatore c’è, la condizione pure, adesso tocca davvero soltanto a lui.

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