De Rossi e il colloquio con i Friedkin prima di Roma-Sassuolo: cosa si sono detti

Daniele De Rossi, dopo Roma-Sassuolo, ai canali ufficiali del club ha commentato la partita ma, soprattutto, ha svelato alcuni dettagli del suo rapporto con Dan e Ryan Friedkin. Non solo: De Rossi ha anche parlato di come si trovi a Trigoria nelle nuove vesti di allenatore. Per lui, che ha vissuto momenti esaltanti e momenti complicati a livello societario, non sono aspetti secondari: “Sabato abbiamo parlato io, lui e Ryan per un’ora. Parliamo di tutto, c’è un contatto frequente su qualsiasi cosa. E quando c’è mezza cosa che chiedo, mi viene messo subito a disposizione. Questo credo sia il modo ideale di lavorare. Non solo per me, ma per qualsiasi allenatore. La società è vicina. Parlo anche di Lina, di Maurizio Lombardo, tutte le persone che mi stanno dando una mano perché sanno che entrare pronti e via, in una squadra così grande, con poca esperienza, di fare le cose belle che abbiamo fatto fino adesso, da solo non avrei potuto fare. Avevo bisogno del mio staff, dei giocatori che danno tutto e della società dietro che mi spalleggiasse”.

De Rossi e l’omaggio dei tifosi

De Rossi ha poi parlato dell’emozionante omaggio dei tifosi: cori, striscioni, appplausi e un affetto che sembra non finire mai. Non solo per quello che è stato, ma per quello che è adesso: “Il mio bilancio emotivo? Oggi è vacillato. Lo striscione, l’inno, il coro con il mio nome. Non che io non sia abituato, me le hanno sempre riservate. Ma sotto un’altra veste, in un momento importante della nostra stagione, per la mia di testa, oggi sono stato tanto emozionato, tanto felice”. E i romanisti con lui.

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