Darmian-Dumfries e Dimarco-Perisic: tra gli esterni Inter inizia il gioco delle coppie

Pro e contro delle scelte che Inzaghi dovrà fare sugli esterni in vista del tour de force che attende i nerazzurri. L’olandese e l’ex Verona scalpitano

Anche nell’Inter di Simone Inzaghi il lavoro degli esterni è fondamentale e sfiancante. Il tergicristallo dei “quinti” ha fatto la fortuna di Antonio Conte sia in fase difensiva sia quando c’era da attaccare la linea di fondo e andare sul secondo palo a chiudere l’azione. Con le cinque sostituzioni, due sono quasi sempre dedicate agli esterni quindi su ogni fascia serve almeno una coppia. Per ora nell’Inter si sono visti soprattutto Darmian e Perisic, ma Dumfries e Dimarco sono in rampa di lancio.

A destra

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Perso Hakimi, è stato preso Denzel (con un attivo di mercato superiore ai 50 milioni…), ma il nazionale olandese dopo un ottimo Europeo, condito da due reti, sta ritrovando la condizione persa tra ferie e allenamenti individuali per avere forzato la mano al Psv pur di raggiungere Milano. Il ruolo poi è particolare, basti pensare che fino a novembre lo stesso Hakimi ebbe i suoi problemi, salvo esplodere poi. Oltre che duttile (può muoversi anche a sinistra e nei tre dietro), Darmian è una garanzia tattica. Può fare l’esterno di equilibrio – Inzaghi anche a Roma ne aveva uno di spinta su una fascia e uno più di contenimento sull’altra -, ma anche l’incursore. Emblematica l’azione del 2-1 di Correa a Verona, con l’ex Parma che malgrado si andasse verso fine gara è riuscito a tenere in gioco l’apertura di esterno di Vidal e a mettere una gran palla per l’inserimento del Tucu. Dumfries, anche vista l’età, ha più gamba ma deve ancora registrare tempi e movimenti, soprattutto in fase difensiva. Visto che l’italiano durante la sosta ha lavorato ad Appiano mentre l’olandese ha giocato due delle tre partite degli Oranje, domenica a Genova dovrebbe toccare ancora al primo. Per l’esordio da titolare di Dumfries ci sarebbe da attendere tra Real e Bologna. Senza dimenticare che c’è anche D’Ambrosio.

A sinistra

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Diverso il discorso a sinistra. Intanto perché Dimarco è mancino e Perisic no. Poi perché entrambi amano spingere più che difendere. Va però detto che nell’ultima stagione hanno lavorato molto sulla fase di non possesso. A Verona con Juric, Dimarco ha giocato anche nella linea a tre ed è migliorato tantissimo. Ha un gran tiro e può essere un’arma preziosa sui piazzati diretti ma anche per innescare le varie torri in rosa. Dopo anni da esterno offensivo nel 4-2-3-1 o nel 4-3-3, con Conte Perisic si è messo il saio e con grande umiltà ha rincorso gli avversari fino alla propria area. Avendo un fisico da decathleta, una volta che ha settato la testa non è stato un problema fare bene le due fasi. Senza dimenticare che in una squadra finita ultima come numero di dribbling tentati e riusciti, Ivan è uno dei pochi che salta l’uomo e crea la superiorità. In vista della Samp, qui il ballottaggio appare più stretto. Abituato ai palcoscenici internazionali, il croato quasi sicuramente giocherà col Real. Ma potrebbe iniziare dal 1′ anche a Marassi, con Dimarco che nel sarà titolare sabato 18 contro il Bologna.

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