Conte-Agnelli: ecco perché non tutte le immagini possono essere prove

Quelle degli improperi del dirigente sono state colta in diretta dalla Rai, quelle del dito medio del tecnico invece arrivano dalla Juve, squadra di casa, titolare dei filmati, anche quelli non andati in onda

Questione di camere. Quella che ha ripreso Andrea Agnelli scandire improperi contro il suo ex allenatore (e amico) a fine partita. E quella che ha ripreso Antonio Conte fare il dito medio alla tribuna dei suoi ex dirigenti (e amici).

La prima immagine è stata colta subito dalla diretta Rai, la seconda è sbucata nella tarda serata di martedì. Da dove? Dalla Juventus che, come molti club, Inter compresa, esercita il diritto concesso dalla Legge Melandri del 2008 di produrre il segnale dell’evento. Insomma, in questa situazione la squadra di casa è titolare delle immagini e può utilizzarle da un punto di vista commerciale ed editoriale. E quindi, se volesse approfondire la materia, la procura federale dovrebbe chiedere i contenuti alla stessa Juventus. Gli altri attori da tenere in considerazione sono la Rai, broadcaster e detentore dei diritti, e la Lega Calcio, a cui spettava la regia dell’evento. La stessa regia ha colto fugacemente sul finale le parole di Agnelli, ma da tempo la linea della Lega, su disposizioni della Uefa, è di non indugiare su ogni possibile situazione disdicevole.

il caso

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Anche l’immagine del gestaccio di Conte, ripreso da una telecamera a lui dedicata, faceva parte dei contenuti addizionali della partita ma, in diretta, il regista ha scelto di staccare un attimo prima su Ronaldo. In ogni caso, nessuno della Rai poteva aver visto il dito medio successivo, mentre il club bianconero aveva il diritto di risalire alla fonte e trovare il momento incriminato. Impossibile ormai sapere se qualche telecamera abbia mai incrociato durante il match i dirigenti bianconeri in un momento di insulti a Conte, ma di certo quelle stesse immagini non sarebbero state mandate in onda. Il totale del girato ora appartiene alla Juve mentre la Rai, che pure avrebbe avuto il diritto di archiviare il materiale nel suo complesso, possiede solo quanto è stato mandato in onda.

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