Calhanoglu e i suoi “fratelli”: da Dimarco a Kolarov, i calci da fermo l’arma in più per l’Inter

Solo Messi ha fatto meglio del turco su punizione dal 2013. La carriera del turco ha da sempre posto al centro il calcio piazzato come specialità nel suo repertorio. Tante le alternative da fermo in casa nerazzurra

Debutto da fuoriclasse e seconda uscita piena di ombre. Il popolo nerazzurro si chiede quale sia la vera faccia di Hakan Calhanoglu, l’uomo scelto da Simone Inzaghi e la dirigenza interista per tamponare l’emergenza tecnica in mezzo al campo arrivata dopo il dramma di Eriksen. Un blitz improvviso, diventato in fretta colpo di mercato. E i motivi li ha spiegati bene il tecnico alla prima occasione utile: “Era da tempo nella mia testa, ha qualità e quantità. E poi sui calci piazzati è fenomenale”.

Sintesi ineccepibile. Avere Calhanoglu in squadra significa poter contare su un numero di potenziali occasioni da rete ogni partita, specialmente avere un’arma di distruzione di massa nelle partite più complicate, quando serve un’invenzione da fermo per sbloccare il risultato. Ed è una delle cose che l’Inter chiede al suo numero 20. La carriera di Hakan è stata segnata sin dall’inizio dalle giocate su palla inattiva: nelle giovanili era una sentenza, lo è diventato anche al primo anno in Bundesliga con l’Amburgo: 11 reti in campionato, una su rigore e quattro da calcio di punizione. E da lì l’ascesa è stata costante: era la stagione 2013-14, da quell’anno a oggi nei top cinque campionati europei soltanto un giocatore ha fatto meglio di Calhanoglu, un certo Leo Messi.

CHE NUMERI

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Chiaro, l’Inter ha preso Calha per tantissimi motivi e perché era il profilo perfetto da inserire nel credo calcistico di Inzaghi: un po’ Luis Alberto – leader tecnico della Lazio di Simone – e un po’ Eriksen, giocatore intorno a cui il nuovo allenatore pensava di poter costruire la sua nuova fase offensiva. Ma i numeri che il turco può garantire sui calci piazzati – anche in termini di assist da calcio d’angolo o punizioni laterali – sono davvero impressionanti: 14 trasformazioni vincenti nelle ultime sette stagioni bastano per mettersi alle spalle specialisti del ruolo che hanno segnato tanto anche in Italia come Pjanic (13) o Dybala (10), che con le loro prodezze hanno messo un marchio fondamentale nella lunga serie scudetti della Juve. Ma anche Cristiano Ronaldo è lontano (8), un gol sotto a Eriksen, che l’Inter prese dal Tottenham anche per sfatare il tabù punizioni, cancellato a inizio anno con una perla allo scadere per decidere il derby di Coppa Italia proprio contro il Milan di Calha.

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NON SOLO CALHA

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Inoltre, nell’ultima stagione, Calhanoglu è stato il migliore d’Europa per occasioni create: 98, tre più di Bruno Fernandes e quattro in più di Depay. Molte, ovviamente, partite da angoli o punizioni: Hakan ha chiuso l’ultimo campionato con 9 assist realizzati ed è stato uno dei segreti del Milan di Pioli. Ora punta a confermarsi dall’altra parte del Naviglio, dove ha trovato nello spogliatoio altri grandi specialisti. Nella lista dei migliori dieci marcatori d’Europa citata prima, spicca al quinto posto Aleksandar Kolarov (10), oggi all’Inter con un ruolo più marginale rispetto al passato ma ancora in possesso di un sinistro magico.

Come Federico Dimarco, altra nuova arma offensiva per Inzaghi: il prodotto del vivaio ha già conquistato Simone per la duttilità e la voglia di imporsi finalmente anche con la maglia della squadra per cui ha sempre tifato, e nelle amichevoli estive ha stupito il tecnico col suo sinistro telecomandato. Angoli e cross sempre con i giri giusti, tagliati e velenosi. Con tutta questa abbondanza di specialisti, Inzaghi ha potuto sbizzarrirsi alla ricerca di nuovi schemi per sorprendere gli avversari. Non è un caso che il primo gol della stagione sia arrivato proprio da azione d’angolo, su pennellata di Calha. E non sarà l’ultima: l’Inter ha trovato un nuovo tesoro nella missione “scudetto bis”.

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