Benevento e Caprari: una rivincita per due

BENEVENTO – Domenica sera qualche cuore giallorosso batterà più forte. Di sicuro quello di Iago Falque, che inaugurò con un suo assist contro la Juve la stagione dei gol italiani di Edin Dzeko (30 agosto 2015) pagandogli dopo persino una cena («… io ho solo buttato palla in mezzo, la prodezza l’ha fatta lui…», disse), o quello di Alessandro Tuia, che è cresciuto con la maglia della Lazio addosso e che una sfida con la Roma la sente come un derby vero e proprio. Ma soprattutto le fibrillazioni saranno quelle del cuore del ragazzo della Rustica, Gianluca Caprari, che con quello stemma della Lupa sul petto ci ha passato tutta la sua prima giovinezza. Ogni volta che capita di rincontrare la “magica” ci prova a convincere gli altri che per lui è una partita come un’altra. Ma probabilmente non riesce neanche a convincere se stesso.

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Gol all’andata

Il fatto è che Gianluca da quella squadra si è sentito sedotto e abbandonato e una volta messo in chiaro il suo punto di vista, ha provato a non tornare più sull’argomento, glissando sempre ogni domanda che riguardasse la Roma. Il fatto è che i colori giallorossi (quelli romanisti) sembrano portargli bene: prima del gol dell’andata gli aveva segnato altri due gol, sempre nelle file del Pescara. La prima volta, col cartellino ancora di proprietà della società capitolina, stette bene attento a non esultare, ma si beccò ugualmente tanti fischi all’uscita (nessuno è profeta in patria), la seconda volta accennò appena ad un tiepido entusiasmo. La terza volta, quella dell’andata, ha rotto ogni indugio e si è lasciato andare a gesti di gioia evidenti.

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