Astori, la moglie Francesca rompe il silenzio: “Sarò al processo, voglio la verità”

Giovedì l’udienza sulla morte di Davide: poteva essere evitata? “Ho letto notizie che non sarebbero dovute uscire, solo nell’aula la verità potrà essere accertata, accettata e condivisa”, dice la Fioretti

Tra due giorni l’udienza che potrebbe mettere la parola fine dal punto di vista giudiziario ad una domanda che tormenta tutti dal 4 marzo 2018. La morte di Davide Astori poteva essere evitata? Dopo le prime perizie, di tenore opposto, e la superperizia consegnata qualche giorno fa e disposta dal gup Angelo Antonio Pezzuti svolta dal medico legale Gian Luca Bruno e dal professor Fiorenzo Gaita, si attende il responso in aula giovedì 4 febbraio.

La superperizia

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Secondo indiscrezioni diffuse dall’Ansa, la superperizia avrebbe certificato come le aritmie cardiache rilevate nei controlli di routine svolti da Davide Astori dovevano consigliare esami più approfonditi come l’holter cardiaco. Ma anche questo esame difficilmente avrebbe potuto rilevare la cardiomiopatia aritmogena biventricolare di cui soffriva il capitano della Fiorentina. L’esito quindi, ricalcherebbe in parte quello a cui erano giunti i consulenti della difesa (guidata dall’avvocato Sigfrido Fenyes) del professor Giorgio Galanti, ex direttore della Medicina Sportiva dell’ospedale fiorentino di Careggi nonché unico imputato, che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. Fu infatti il professor Galanti, nel luglio del 2017, ad effettuare la visita per l’abilitazione agonistica del capitano della squadra viola.

Voglio la verità

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Infastidita da queste indiscrezioni, la compagna di Davide Francesca Fioretti ha voluto esprimere il proprio dolore attraverso un lungo post su Instagram. “In questi anni – si legge – ho sempre voluto evitare dichiarazioni pubbliche sulla morte di Davide e sul processo in corso. Ho sempre confidato che l’onestà e la pulizia che Davide ha dimostrato fuori e dentro il campo avrebbero portato a risposte altrettanto oneste e pulite. È ancora cosi, ho ancora fiducia che accada. Leggo in queste ore notizie che non sarebbero dovute essere divulgate. Resto stupita da questo passo così avventato e dal fatto che venga fornita un’interpretazione parziale e contraddittoria di una perizia medica che rappresenta a ogni modo solo una di quelle di cui dispone la magistratura. Il processo in corso serve ad arrivare a una verità, che non sarà consolatoria in ogni caso: l’idea che la morte di Davide potesse essere evitata aumenta persino il dolore. Ma se esisteva anche la più piccola possibilità che avesse a disposizione un minuto in più, un’ora in più o la sua vita intera, io credo che quella possibilità dovesse essere esplorata, che lui meritasse di averla e che tutto ciò che l’ha ostacolata debba in caso venire alla luce. Per lui e per evitare che succeda di nuovo. Nutrivo molti dubbi sull’essere presente di persona alla prossima udienza, ora sento di dover essere lì, a dimostrare simbolicamente, con forza e senza rancore, che è solo in quell’aula che la verità potrà essere accertata, accettata e condivisa. Il passato e il futuro ci chiedono di essere coraggiosi”.

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