Anguissa: come cambia il Napoli con lui e cosa può dare a Spalletti

Il mercato estivo del Napoli non ha vissuto dei momenti troppo emozionanti. Solo tre acquisti per gli azzurri, che però il più grande colpo lo hanno fatto trattenendo i giocatori più rappresentativi, considerando il momento e le grandi perdite che hanno avuto diverse squadre che lottano per le parti alte della classifica. Il Napoli ha lavorato in entrata praticamente a costo zero e oltre i vari rientri dai prestiti si registrano gli arrivi di Davide Marfella (portiere classe ’99), Juan Jesus (svincolato) e Zambo Anguissa (in prestito con diritto di riscatto dal Fulham). In due ruoli ci si aspettava tanto durante questa finestra di calciomercato, ovvero quello del terzino sinistro e a centrocampo. A sinistra non è stato fatto un vero e proprio innesto, si penserà più che altro ad adattare qualche centrale o qualche terzino destro. In mezzo al campo il discorso cambia perché l’ultimo giorno di mercato è arrivato proprio Anguissa.

IL REPARTONumericamente la mediana può essere considerata completa. In rosa il Napoli conta sei centrocampisti: Lobotka, Demme, Elmas, Zielinski, Fabián Ruiz e il nuovo acquisto Anguissa. Certo, ad oggi la situazione non è delle migliori: Demme è ancora fuori per infortunio e ne avrà per almeno un altro mese, Zielinski è reduce dall’infortunio contro il Venezia (ha saltato il match contro il Genoa) e dovrà trovare quanto prima la miglior condizione e Anguissa dovrà essere bravo a farsi trovare pronto riuscendo ad inserirsi quanto prima. Però a lungo andare Spalletti potrà contare su giocatori di qualità, estro e fantasia come Zielinski, Fabián ed Elmas più Demme, Lobotka e Anguissa.

ARRIVA ANGUISSA – Di profili a centrocampo il Napoli ne ha seguiti tanti. Dopo l’uscita di Bakayoko serviva principalmente un giocatore fisico, di rottura. Alla fine è stato scelto Anguissa. Attenzione, però, a confonderlo con il calciatore del Milan perché le caratteristiche non sono le stesse. Questo aspetto lo ha sottolineato anche Rudi Garcia, che lo ha allenato dal 2016 al 2018 al Marsiglia, definendolo quasi un centrocampista completo, capace di abbinare tecnica e fisicità, ma con qualche lacuna sotto il punto di vista tattico. Proprio parlando di fisicità il tecnico francese lo ha definito “una bestia, si può andare in guerra con un giocatore del genere”. Ma l’aspetto da considerare per differenziarlo da un classico mediano di rottura è quello tecnico, Anguissa ha un’ottima capacità di dribbling e infatti lo scorso anno è risultato il terzo per dribbling riusciti in Premier League, alle spalle di Saint-Maximin e Traoré. È chiaro ora che non ci si trova di fronte ad un centrocampista che gioca per tutta la durata dell’incontro davanti la difesa. Sarà una risorsa importante per Spalletti dato che può essere schierato sia un centrocampo a due (4-2-3-1) o anche da mezzala in un 4-3-3.

COSÌ IN CAMPO – Adesso il tecnico di Certaldo avrà un punto in più a suo favore, un nuovo colpo da poter sparare. Cambieranno (non troppo) le idee tattiche, con la possibilità di ritornare al 4-2-3-1 di inizio stagione, prima che arrivasse l’infortunio di Demme, per avere così un’ulteriore soluzione di gioco. Con l’assenza del tedesco la strada ha portato al 4-3-3 lavorando con il vertice basso che si trasformava in un 4-1-4-1 In fase di impostazione fin qui c’è stato Lobotka che è praticamente rinato. L’evoluzione fisica gli consente di giocare con maggior velocità, di essere nel vivo del gioco e dare anche una buona mano in fase di interdizione. Oggi è lui il regista, il calciatore che si abbassa per fare il play. Anguissa potrà portare delle alternative perché, come detto, è capace di ricoprire più ruoli. La stagione è appena iniziata, il Napoli vuole tornare in Europa e per riuscirci dovrà passare dal cuore del gioco, il centrocampo.

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