Adani e il retroscena dello sfogo di Allegri a Sky: “Teatrini organizzati con l’amico dell’amico” VIDEO

La discussione accesa in diretta su Sky tra Massimiliano Allegri e il giornalista Gianfranco Teotino, dopo la partita tra Juventus e Genoa, ha attirato l’attenzione di Lele Adani, che ha espresso le sue opinioni sia sul tecnico che sull’emittente satellitare. Attraverso i social, Adani ha espresso il suo dissenso nei confronti del comportamento di Allegri e ha ribadito la sua distanza nei confronti di Sky, da cui si è separato nel 2021.

In un’intervista alla Domenica Sportiva, Adani ha difeso il ruolo del giornalista nel confronto con i protagonisti degli eventi sportivi, sottolineando l’importanza di offrire un punto di vista obiettivo e di rappresentare gli interessi degli spettatori. Ha evidenziato la necessità di un comunicatore imparziale, che filtra le informazioni e le offre al pubblico in modo equilibrato. Il dibattito si è poi concentrato sul litigio avvenuto a Sky, con Adani che ha criticato gli atteggiamenti di Allegri e ha espresso la sua opinione sulla gestione della comunicazione da parte degli allenatori e dei dirigenti sportivi. Ha evidenziato la mancanza di rispetto nei confronti del pubblico quando i protagonisti evitano di rispondere a domande importanti sulla loro performance.

Lite Allegri-Teotino, le parole di Adani

“Questo è il nostro ruolo e deve essere inteso come una missione. In questo caso Teotino, come sempre, ha fatto benissimo: cioè, il protagonista – ed è questo che manca molte volte ed è lì che dobbiamo invocare la crescita – deve capire molte volte che ci sono i giochini per cercare di non offendere, screditare o mancare di rispetto. Ovviamente vengono fatti fuori dai teatrini organizzati, perché quando c’è l’amico dell’amico che ti concede lo scherzo anche se arrivi una volta 18 punti dietro la prima, una volta a 17 e un’altra a 16, non approfondisce perché non ha rispetto della gente ma solo nei confronti di un rapporto da apportare nel tempo” ha detto Adani.

“La comunicazione ha bisogno che allenatori, calciatori, dirigenti, partecipino, facciano la loro parte se vogliamo migliorare il movimento, altrimenti avremo sempre questi episodi a cadenza oramai regolare. Perché? L’amico che ti sorride e non guarda al dato di fatto ti agevola la conversazione. Chi ti chiede ma perché e dove devi migliorare, no. E lo si fa ad un allenatore che per nove anni di contratto ha preso i soldi dalla Juventus e quindi gli si può anche chiedere qualcosa… dov’è la risposta? La risposta è stata una mancanza di rispetto. Concludo, l’ennesimo”. Le parole di Adani hanno evidenziato la necessità di una comunicazione più trasparente nel mondo dello sport e hanno riflettuto sulle responsabilità dei giornalisti nel fornire una copertura imparziale degli eventi sportivi. 

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